20 marzo: Giornata Internazionale della felicità

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Domani si festeggia la Giornata Internazionale della felicità: ma come riconoscere questo stato d’animo?

Domani, 20 marzo, si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Felicità. Fu proprio l’Organizzazione delle Nazioni Unite, nel 2012, ad istituirla:

«L’Assemblea generale […] consapevole di come la ricerca della felicità sia uno scopo fondamentale dell’umanità, […] riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, decide di proclamare il 20 marzo la Giornata Internazionale della Felicità, invita tutti gli stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, e altri organismi internazionali e regionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e i singoli individui, a celebrare la ricorrenza della Giornata Internazionale della Felicità in maniera appropriata, anche attraverso attività educative di crescita della consapevolezza pubblica […]»

La scelta del giorno non fu certo casuale: coincide infatti con l’equinozio di primavera, simbolo beneaugurante di rinascita della Natura.

Certo, in questo esatto momento storico, reduci da una pandemia non ancora del tutto superata e con una guerra in atto e nemmeno troppo lontana, non è facile rendere onore a questa giornata, trovare delle briciole di benessere dentro di noi: viene quasi da sentirsi fuori luogo.

Eppure, è proprio in momenti come questi, in cui felicità fa rima con speranza, che dobbiamo ricordare che la ricerca di questo stato d’animo rappresenta uno dei diritti fondamentali dell’uomo, e scopo fondamentale dell’umanità.

È ad essa che dobbiamo tendere sempre, magari anche ridimensionando l’idea che ne abbiamo, e anziché puntare a picchi altissimi, cercare frequenti e piacevoli momenti di serenità e spensieratezza.

Se fosse felicità?

Ma come si riconosce la felicità?

Su questa domanda ruota la campagna educativa per la scuola primaria “Se fosse felicità?“, dedicata al tema dell’affettività e dell’inclusione.

Realizzata da Librì Progetti Educativi in collaborazione con Eulab srl – Laboratorio della Felicità, la campagna propone un percorso didattico interdisciplinare dedicato agli stili di vita e alla inclusività, finalizzato ad accompagnare i più piccoli alla scoperta della felicità non solo come emozione ma anche come competenza da allenare.

Amicizia, rispetto, solidarietà, cura di sé e degli altri: questi i temi su cui i bambini e le bambine avranno occasione di riflettere, sfogliando le pagine del libro incluso nel kit (e che porta lo stesso nome della campagna), e svolgendo le varie attività proposte.

QUI trovi alcune attività tratte dalla campagna educativa, da poter proporre in classe

E il genitore, cosa può fare per educare suo figlio o sua figlia alla felicità? Come affermava Maria Montessori:

“L’adulto deve farsi umile e imparare dal bambino ad essere grande”

È solo grazie a questo atteggiamento, infatti, che il genitore comprende i veri bisogni del bambino, aiutandolo a guadagnare autostima e benessere interiore.

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