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Esperienze digitali

Dalla robotica al 3D, dalle app ai siti, per una scuola davvero a tutto tondo

Due app da non perdere

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Grazie a due app scaricabili per iOs o Android, i più piccoli possono partire alla scoperta del misterioso mondo dei virus e giocare con il significato dei contrari

Ci siamo, siamo tornati sulle nostre sedie… a scuola, in aula, in classe? Sì, forse non seduti esattamente negli stessi posti né con la leggerezza di prima dell’emergenza sanitaria, ma tentando di mantenere integro lo spirito di fare, di esserci, di continuare a trasmettere storie, Storia, Matematica, Arte, consapevolezza di comunità e conoscenza a bambini e ragazzi.

Anch’io sono tornata alle mie attività di formazione per insegnanti anche in presenza e, come tanti, ho avvertito la tensione del cambiamento; lo stesso cambiamento che dichiarano di percepire le mie tre figlie a scuola, e che è entrato nel linguaggio e nel parlare quotidiano.

Pensandoci, non saprei dire quale sia stata (e ancora sia) la parola ricorrente nelle conversazioni di noi adulti in questi ultimi mesi, la più ascoltata dai bambini: se sia virus o se sia digitale. So che il nostro compito di genitori e insegnanti è anche dare spiegazioni e, dove possibile, essere di conforto e sostegno per i più piccoli.

A questo scopo mi è sembrato utile segnalare una piccola risorsa – potrebbe esservi già nota – promossa dai quattro Musei Italiani per Ragazzi: Children’s Museum di Verona, Esplora il Museo dei bambini di Roma, Muba Museo dei bambini di Milano e La città dei bambini e ragazzi di Genova.

Su un progetto di Pleiadi ScienceFarmer, infatti, questa rete di musei ha creato e messo in rete nel periodo del confinamento La Guida Galattica al Coronavirus, con un testo bilingue e font ad alta leggibilità, allo scopo di spiegare l’origine e la natura del virus e le modalità di diffusione divulgando in modo non pesante e immediato le buone pratiche da adottare per prevenire il contagio. Un modo diverso per informare e responsabilizzare.

I nostri ragazzi ormai sono informati e sensibilizzati ma questo libretto può essere ancora uno strumento valido e innovativo per un momento di svago, magari per la gestione di difficili intervalli in classe.

Si collega il pc alla LIM e si scopre il mondo di un microbo venuto da lontano e della sua capacità di percorrere enormi distanze. Oltre alle informazioni, non sfuggiranno ai bambini le illustrazioni e le silhouette colorate.

La versione che era disponibile online è stata poi resa interattiva e utilizzabile su smartphone e tablet dalla società Pubcoder, che ha integrato questa guida con interattività e suoni, scaricabile  qui per iOs e qui per Android.

Segnalo anche che l’app in cui è stato collocato l’ebook “Guida Galattica al Coronavirus, per bambini e bambine curiosi” è un’app-libreria, un’app-contenitore gratuita di risorse di qualità per la didattica e l’apprendimento rivolta ai bambini più grandi della scuola dell’infanzia e della prima fascia della primaria.

Potete attingere a piene mani fra i dieci libri interattivi disponibili. Troverete indovinelli, dizionari illustrati con pronuncia (soprattutto per stranieri), storie create in classe dai bambini e un supporto per le quattro operazioni della matematica di base spiegate a chi non parla italiano.

Infine, tengo a segnalare la recente pubblicazione negli store dell’app Tutto il contrario dell’editore Minibombo qui per iOs e qui per Android, di cui è disponibile anche l’albo; è un eccezionale strumento digitale di divertimento condiviso e di apprendimento delle parole e dei loro significati opposti.

Con un cursore si oscilla fra i contrari mettendo in scena animali stravaganti in situazioni concettuali originali e buffe. Con un piccolissimo sforzo di attenzione anche i bambini più distratti saranno catturati dall’interesse per il lessico e le sue variabili, mentre con l’insegnante potranno ipotizzare altre coppie, disegnarle, mimarle con semplicità e fantasia…

Buon lavoro a tutti noi!

Pinocchio, una storia da ascoltare

in Approcci educativi/Esperienze digitali by
La grande Maratona dedicata a Pinocchio, andata in scena il 30 maggio scorso, ha unito idealmente la scuola primaria di tutta Italia.

Quasi sei ore di lettura ininterrotta, tantissimi insegnanti della primaria provenienti da ogni regione d’Italia, decine di voci diverse, di volti sorridenti, quasi 5500 visualizzazioni e una partecipazione che ha unito adulti e bambini. Ma soprattutto un libro, Le avventure di Pinocchio – uno dei più amati, tradotti e letti di sempre – che continua a regalarci grandi emozioni.

Sono questi i numeri della prima Maratona dedicata a Pinocchio, che piccoli e grandi lettori possono ancora ascoltare gratuitamente sul canale YouTube di Librì Progetti Educativi. Una storia senza tempo, quella di Collodi, che ha acquistato un sapore davvero speciale grazie alla viva voce degli insegnanti.

Con questa iniziativa, Librì Progetti Educativi ha voluto ringraziare i maestri e le maestre che in questo difficile periodo hanno lavorato col cuore e con i loro mezzi tecnologici per sostenere gli studenti nella didattica. Un modo divertente per ricordare – come ci ha detto il professor Nembrini nella sua presentazione alla Maratona [link interno a suo articolo di OV] – che se vogliamo costruire un mondo migliore dobbiamo ricominciare dai bambini. Quale modo più efficace di farlo se non leggendo Pinocchio?

Leggere una storia a voce alta, come sostengono i pedagogisti, ha inoltre un enorme valore: è il miglior modo – e probabilmente il più antico – per condividere una storia e le sue emozioni più profonde. Non resta dunque che riascoltare i capitoli che più ci sono piaciuti, in attesa della seconda Maratona che avrà luogo a ottobre!

Maratona letteraria: gli insegnanti leggono Pinocchio

in Approcci educativi/Esperienze digitali/Spunti di lettura by
Il 30 maggio dalle ore 15.00 va in scena la prima maratona letteraria dedicata a Pinocchio, il più famoso burattino del mondo e a tutti i docenti d’Italia.

82 insegnanti, provenienti dalle regioni di tutta Italia, leggeranno i 36 capitoli di Pinocchio in versione integrale. La maratona letteraria è un evento straordinario – in diretta YouTube Premiere – per riscoprire un grande classico della letteratura italiana e mondiale.

L’iniziativa nasce da Librì Progetti Educativi come un ringraziamento verso tutta la classe docente italiana così straordinariamente provata nei lunghi mesi di chiusura scolastica. Ma anche per porre in risalto un aspetto mai troppo sottolineato: il grande legame relazionale e affettivo tra docente e studente, fondamento della relazione educativa.

Per l’occasione, il professor Franco Nembrini – pedagogista, insegnante e volto noto della televisione, nonché uno dei massimi studiosi italiani di Dante e Collodi – ci racconta il valore di leggere oggi Le avventure di Pinocchio

Il bello della grande letteratura è che è in grado di rispondere a qualunque tipo di domanda. I testi letterari infatti non sono – come certa critica vorrebbe, e ahinoi troppi manuali scolastici insegnano – cadaveri di cui fare l’autopsia. Sistemi chiusi in se stessi di cui cercare solo le corrispondenze interne, per ricavare al massimo le “intenzioni dell’autore”.

No, un testo letterario è una creazione viva, che ha la straordinaria capacità di dare risposte sempre nuove a seconda delle domande poste dal lettore.

I grandi scrittori hanno una grande esperienza dell’umano. E per questo io posso interrogarli e scoprire nella loro esperienza qualche elemento che può illuminare la mia.

Come dice, con altre parole, uno dei massimi studiosi di letteratura del nostro tempo, Tzvetan Todorov, nel suo prezioso pamphlet La letteratura in pericolo:

Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri: in primo luogo i nostri genitori e poi quelli che ci stanno accanto; la letteratura apre all’infinito questa possibilità e ci arricchisce, perciò, infinitamente, per cui il mondo reale diventa più ricco di significato e più bello.

Collodi, con le sue “Avventure di Pinocchio”, si concentra sull’infanzia, con l’idea che se vogliamo costruire un mondo migliore dobbiamo ricominciare dai bambini; e nel parlare ai bambini ritrova, consapevolmente o meno, quell’immagine del mondo che lui stesso da bambino aveva respirato, quello della tradizione cristiana, che ha dato forma alla civiltà occidentale.

In fondo questo ritorno all’infanzia, e al linguaggio fantastico e simbolico che la caratterizza, è sempre un ritorno alle origini, un ritorno alle sorgenti della vita e del linguaggio stesso.

Le cose più grandi e più importanti non si imparano attraverso complicati ragionamenti ma con l’immediatezza di un’immagine in cui sia descritta, fotografata, un’esperienza reale.

In questo forse il compito della letteratura in generale e della letteratura per i bambini in particolare, è più grave che in passato: si tratta di aiutarsi a riconoscere e ad affrontare le domande fondamentali dell’esistenza cioè le domande sul senso delle cose, sul loro destino”.

Per seguire l’evento in diretta basta connettersi su  www.maratonapinocchio.it o cliccare qui: https://youtu.be/rd2Rrw8Gt2s

Vi aspettiamo sabato 30 maggio 2020 dalle ore 15:00!

Le storie animate: dal libro al video

in Approcci educativi/Esperienze digitali by
Le “storie animate” dal libro al video, un’altra forma del narrare.

In queste settimane di lockdown, molti bambini e bambine hanno riscoperto la gioia e il divertimento di leggere una storia o ascoltarla!

Tanti autori e editori hanno messo a disposizione dei piccoli lettori i propri libri o le proprie storie animate, utilizzando social e piattaforme on-line.

Sul canale YouTube di Librì, editore specializzato nei progetti educativi per la scuola, sono disponibili tante storie animate per piccoli e grandi lettori.

È stata Maria Cristina Zannoner, editore e amministratore delegato di Librì, a rendere disponibile gratuitamente a tutti questa nuova forma di narrazione. Partendo dal testo e dai disegni dei suoi libri più letti e amati dal piccolo pubblico si arriva a Youtube.

Non solo, Cristina Zannoner ha voluto prestare la propria voce narrante a questo esperimento.

Un esperimento sicuramente amatoriale, con l’obiettivo preciso di regalare una piccola pillola di intelligenza e conforto a tutti i bambini chiusi in casa.

Ascoltando e guardando le storie di Librì, sarà possibile incontrare il misterioso Billi Acchiappapaura, il lupo che aveva paura delle favole, il topo che misurava i fulmini. Oppure l’elefantino Mo e la mosca Eli. Fino al il piccolo Nic, che grazie all’inaspettato regalo della nonna parte per un viaggio straordinario alla scoperta dell’amicizia.

Storie e favole per grandi e piccoli lettori, da ascoltare ma anche da vedere, grazie al montaggio degli splendidi disegni che illustrano i libri.

Le storie animate sono anche degli ottimi strumenti didattici per stimolare la fantasia e la creatività, che gli insegnanti possono utilizzare come letture da assegnare ai propri alunni per toccare temi e valori importanti.

Qualche esempio?

Perché non cominciare della paura…

I venerdì di Vincenzo Schettini

in Esperienze digitali/I Venerdì di Vincenzo Schettini by
Arriva su Occhiovolante la nuova rubrica del professor Vincenzo Schettini, con tanti consigli per studenti e insegnanti.

Inauguriamo oggi la nuova rubrica curata da Vincenzo Schettini, professore di fisica, famoso youtuber grazie al suo canale La fisica che ci piace e volto noto su programmi Sky e Rai. Uno dei pochi professori capaci di mettere d’accordo, con le sue video lezioni a distanza, studenti, genitori e insegnanti!

Qual è il segreto delle lezioni di Vincenzo Schettini? Sicuramente il modo originale con cui tratta argomenti di fisica, matematica e chimica, la semplicità con cui racconta tematiche difficili; sono tantissimi infatti gli studenti che seguono le sue lezioni per prepararsi a compiti in classe ed esami. Ma il segreto di Schettini risiede anche nel riuscire a parlare a tutti, ad appassionare chiunque.

Non a caso, il suo canale youtube contiene tante sorprese, come ad esempio gli ormai famosi video del venerdì, nei quali il professore condivide le sue esperienze e dà tanti utili consigli agli studenti che lo seguono. Ma di cosa ha parlato nell’ultimo mese? Per scoprirlo, dobbiamo chiederlo direttamente a lui…

“In maniera “inevitabile” i video del mese di aprile sono stati dedicati al coronavirus e al lungo periodo di quarantena che tutti quanti stiamo vivendo isolati nelle nostre case”.

Venerdì 3 aprile, con un inizio cantato dallo stile parecchio rock (fra l’altro tutti i video del venerdì partono con me che canto!) ho parlato della scienza che sta ruotando attorno al virus: dalla corsa al vaccino alle cure, all’uso dei dati per la comprensione della pandemia fino ad arrivare alla progettazione di nuovi medicinali studiando le strutture 3D del virus tramite acceleratori di particelle”.

Venerdì 10 aprile è andato in onda il primo “video del venerdì” live! Proprio per il fatto di essere tutti a casa, ho pensato di interagire ancora di più con il mio pubblico: tema del video il possibile ritorno a scuola ora o a settembre, il destino degli esami di maturità, i probabili “stili didattici” dell’anno scolastico futuro. Centinaia le persone collegate!”.

“Venerdì 17 aprile mi sono preso una pausa per motivi personali, mentre venerdì 24 aprile è stata la volta della discussione sui possibili scenari della cosiddetta fase due, quella di cui stiamo parlando tanto: sì, infatti in questo video ho affrontato proprio il tema del ritorno alla normalità, se normalità sarà. Anche in questo caso in una discussione live ho fra l’altro toccato il delicato uso dell’App “immuni”.

Grazie professore e alla prossima!

Questi primi venti giorni di didattica a distanza

in Approcci educativi/Esperienze digitali by
L’esperienza di Francesco Rocchi, in questi primi venti giorni di scuole chiuse e didattica a distanza.

Come insegnante, anch’io mi sono trovato da un giorno all’altro a lavorare da casa e a mettere in pratica la didattica a distanza, per come m’è riuscito di organizzarla in italiano e storia nel mio istituto tecnico.

Nei primi giorni, ho pensato che fosse utile recuperare quanto fatto, una sorta di ripasso generale, perché per molti studenti era una novità. Prima di imparare cose nuove, era meglio che imparassero a gestire il proprio apprendimento “digitale”. Inutile dire che questo ha dato tempo prezioso anche a me.

Terminato il ripasso-riscaldamento, ho iniziato a introdurre qualcosa di nuovo, ma sempre all’interno della rielaborazione di concetti e nozioni già noti.

Mi è parso meglio evitare di proporre uno schema del tipo “Abbiamo finito col ripasso, ora si va avanti”. In italiano, ad esempio, ho evitato di dire: “Ora facciamo Montale”. Piuttosto, ho ripreso due poesie già studiate, A se stesso di Leopardi e Annuncio di D’Annunzio, dicendo ai ragazzi: “Questa nuova poesia (Meriggiare pallido e assorto) è più vicina a Leopardi o a D’Annunzio? E perché?”.

Si noti che a una domanda del genere non c’è una risposta preconfezionata su internet. Forse sono andati a riprendere i loro appunti sulle poesie già fatte e li hanno tenuti davanti mentre cercavano di capire, ma ciò va benissimo: è un ripasso utile. Potrebbero anche essersi scaricati un’analisi della poesia di Montale, ma va altrettanto bene: per fare il confronto con Leopardi è necessario studiarsela bene. Per un eccezionale colpo di fortuna potrebbero anche aver trovato un confronto Montale-Leopardi già fatto, ma il compito richiedeva in ogni caso di scendere nel dettaglio della poesia e c’era da considerare anche quella di D’Annunzio. Insomma, sono ottimista.

In tutto questo non ho dimenticato il punto dolente fondamentale: ora gli studenti sono più soli, nonostante la strumentazione digitale.

Per evitare che si lascino andare o rigettino lo studio, i materiali di studio devono essere scelti con cura, e i libri di testo si prestano poco alla bisogna, dato che erano piuttosto respingenti anche prima. Mi sono così riproposto di usare oggetti di studio con cinque caratteristiche.

I materiali non devono essere troppo pesanti. Mi sono imposto di non dare documentari oltre la mezz’ora, se non spezzandoli. Su Rai Storia ce ne sono di eccellenti di un minuto o due, come “Un minuto di storia” di Gianni Bisiach. Con film e serie tv sono stato più lasco, ma sempre con prudenza. Allo stesso modo, niente letture (dal libro o narrative) troppo lunghe.

I materiali devono essere tanto comprensibili da poter essere fruiti senza assistenza. Questo significa fare massiccio uso di materiali divulgativi, illustrazioni, foto, testi narrativi, film. Non bisogna cedere alla tentazione di pensare “Se la cavino un po’ come possono!”. E non è facile trovare tutto ciò che serve nella situazione attuale.

Gli oggetti di studio devono essere delle sfide, o quanto meno suscitare domande. Ad esempio, per storia si può dare un’immagine che sappia ben catturare lo spirito o l’essenza di un passaggio storico importante, ad esempio di una battaglia, avendo cura che ci siano degli indizi da cui gli studenti possano cominciare a ragionare. Di quale battaglia si tratterà? L’importante non è azzeccarci, ma farsi venire in mente tutte le battaglie studiate.

L’esempio mi viene comodo perché ho proposto un quadro con una scena di soldati francesi sopraffatti dal nemico a Sedan, con l’idea che gli studenti si chiedessero: “Quali guerre ha combattuto la Francia nell’800? Quali ha perso? Quando?”. Altre volte ho fatto vedere dei video (ad esempio l’inizio del serial tv del 1982 su Marco Polo) o leggere delle poesie (come Proprietà di mercato vecchio di A. Pucci), chiedendo ai miei studenti di dirmi loro perché gli avessi dato quel materiale e a quali argomenti di storia si potesse ricollegare. Bonus: ancora una volta, non c’è una risposta reperibile già pronta su internet.

Si tratta piuttosto di genuine riflessioni meta-cognitive, con solidi agganci alle “nozioni”.

I materiali devono poter essere usati senza un particolare ordine cronologico. Mi son fatto l’idea che sia bene spaziare il più possibile su quanto già fatto, anche in maniera (apparentemente) disordinata, per tenere vivo il cervello degli studenti. In questo momento di confusione è facile che “il programma svolto” finisca nel dimenticatoio.

È bene allora richiamarlo il più spesso possibile alla mente. In altre parole, bisogna fare esercizio di “pratica variata” (che favorisce la memorizzazione) e di “pratica deliberata” (che migliora le competenze). Su questa falsariga, mi è venuto comodo in storia un lavoro che facevamo anche prima. Ho presentato dei testi su argomenti già trattati, ma con un taglio leggermente più approfondito, e ho chiesto loro di schematizzare creando due colonne: una per le nozioni già note e una per le nozioni nuove (o problematiche o curiose).

È l’ideale per affrontare possibili difficoltà senza ansia e si presta bene alla didattica per DSA. E neanche in questo caso internet si può sostituire alla testa di uno studente, dato il riferimento “interno” al lavoro già svolto dalla classe.

Perché la fruizione dei materiali sia possibile, infine, è bene non affrontare lavori di troppo largo respiro. Le unità di apprendimento devono essere tenute compatte, unitarie, vere razioni K del sapere, ovviamente stando attenti a non cadere nel superficiale. La comunicazione con gli studenti ora è inevitabilmente desultoria, per cui è bene che ogni volta che si stabilisce un contatto, nulla resti vago o in sospeso o rimandato ad altri incontri virtuali che potrebbero facilmente saltare.

Atlanti domestici, per partire alla scoperta di… casa!

in Attività in classe/Esperienze digitali by
Marianna Balducci ci racconta come realizzare il nostro Esploratore Bianco e insieme a lui mettere in scena – in casa nostra – una grande avventura per realizzare degli Atlanti domestici.

“Oggi vi racconto una storia che parla di posti incredibili, degni di essere descritti negli atlanti più preziosi solo da chi ha avuto il coraggio di esplorarli. Sono luoghi vicinissimi, ma anche lontanissimi. Sono luoghi familiari, ma anche completamente nuovi. Non mi credete?

Tutto è cominciato quando sono uscito dal foglio e ho iniziato a camminare verso l’Albero Attaccapanni…”.

Il contenuto di questo articolo è un po’ diverso dal solito perché a raccontarvelo non sarò io direttamente e perché sarà necessario soddisfare un importante requisito, se vorrete cogliere l’invito e continuare questa storia.

Siete a casa? Allora preparate lo zaino, i fogli, le matite e un paio di forbici e, naturalmente, la consueta macchina fotografica (o fotocamera del cellulare).  

Diario di viaggio dell’Esploratore Bianco, giorno 1.

“Quando mi hanno disegnato non pensavo di essere portato per le grandi avventure, in fondo sono un tipo piuttosto semplice. Eppure serviva qualcuno per la missione e mi sono offerto volontario perché, in effetti, ho la dimensione giusta, non ho paura di niente (quasi…) e non soffro nemmeno di vertigini. Infatti non è stato un problema percorrere il filo per raccogliere le foglie dell’Albero Attaccapanni (servivano come campioni scientifici per descrivere la flora di questo luogo sconosciuto) anche se non ho mai capito se quell’uccello bianco mi stesse aiutando a reggere il filo o volesse tagliarlo via con un colpo di becco per sabotare la mia missione”.

Se pensate che casa vostra sia un posto noioso e senza misteri, provate a chiederlo all’Esploratore Bianco che si è lanciato in un’esplorazione domestica un po’ titubante e si è ritrovato a fare i conti con le avventure più insospettabili. Il vostro viaggio sarà sicuramente diverso dal suo, ma è dall’esperienza di grandi viaggiatori che si prende esempio, perciò iniziamo subito: disegnate su un foglio il vostro esploratore. Può essere maschio o femmina, può essere un animale o uno schizzo semplice: l’importante è che sia piccolo (magari come il palmo della vostra mano, così da poter esplorare anche gli angoli più reconditi della casa), che si possa ritagliare e che sia coraggioso.

Diario di viaggio dell’Esploratore Bianco, giorno 3.

Raggiungere la libreria non è stato difficile. Dall’Albero Attaccapanni ho calcolato la traiettoria del balzo da fare e… op! Certo non mi aspettavo di incappare proprio in uno scaffale infestato dai fantasmi. I libri sono porte molto strane: ne apri uno e subito ti sembra di essere in un altro posto”.

Per muovere il vostro esploratore attraverso le stanze di casa, dovrete davvero immedesimarvi in lui: come vi sembrerebbero gli oggetti se foste piccoli e vi comparissero davanti per la prima volta? Prima di collocare il vostro personaggio sulla scena, fate delle prove di inquadratura in cerca di anfratti, pertugi, svincoli. A seconda di come li guardiamo, gli oggetti e gli ambienti possono cambiare molto. Per esempio, dato che il nostro esploratore è molto piccolo, se fotografiamo qualcosa che sta sul pavimento, stendiamoci per terra perché il nostro punto di vista somigli il più possibile al suo.

Diario di viaggio dell’Esploratore Bianco, giorno 7.

“Temevo che dal tappeto non sarei più uscito. Quelle setole mi facevano avanzare con lentezza, quei disegni ipnotici mi hanno fatto smarrire almeno tre volte. Ma buttarsi era necessario: un mostro tentacolato stava attaccando la libreria e ho pensato non fosse sicuro restare… se la sbrigheranno i fantasmi! A pensarci bene, magari aveva solo voglia di prendersi un libro in prestito. Nel dubbio, meglio stare nascosti per un po’, in attesa che si calmino le acque.”

Quando avrete scelto gli angoli di casa perfetti per mettere in scena la vostra avventura, disegnate l’esploratore in tante pose diverse e ritagliatelo in modo da poterlo collocare nello spazio e farlo diventare l’attore protagonista di questo viaggio. Adesso è il momento di realizzare la scena definitiva, di replicare l’inquadratura fotografica che avete scelto ma con il personaggio al posto giusto. Per completare questa attività non dimenticate di scrivere il diario di bordo del vostro eroe (sarà fondamentale per chi, dopo di voi, vorrà seguire le sue orme) e disegnate una mappa per ricostruire il percorso fatto. Chissà quante strade alternative potrete trovare anche solo all’interno della stessa stanza e quanti segreti, grazie a voi, si potranno conservare nella storia dei piccoli ma audaci atlanti domestici.


Nota: per conoscere da dove vengono queste immagini e vedere la serie completa, potete sbirciare qui

Disegni al telefono!

in Approcci educativi/Attività in classe/Esperienze digitali by
Marianna Balducci ci racconta la sua iniziativa per questi giorni in cui siamo tutti a casa: disegni al telefono!
Cos’è il progetto Disegni al telefono?

Da questa specie di trincea, più o meno pericolosa e più o meno pericolante, che ognuno di noi si è costruito per sostenere il peso di questi giorni difficili, ho visto partire molti bellissimi segnali di vicinanza e di generosità. Alcuni sono già ben strutturati da chi si muove con scioltezza sui canali digitali. Altri sono più improvvisati, ingenui e non sempre efficaci ma comunque animati da ottime intenzioni.

Ora che abbiamo chiuso forzatamente le porte e aperto le finestre del web, c’è molto rumore…

E non sempre è facile orientarsi o filtrare quel che ci fa bene, godere di tutto quel che ci viene offerto.

Io stessa, che la rete la frequento spesso e mi ci muovo con criterio, sto accusando una certa fatica. Avverto la necessità di ragionare su una comunicazione che dovrà farsi, in futuro, più sostenibile.

Mi sono chiesta perciò se, in mezzo a questo mare magnum di contenuti magnifici, ci fosse bisogno di qualcosa di mio.

Per non tradire me stessa e trovare un compromesso anche con gli impegni lavorativi che continuano a tenermi impegnata (noi illustratori siamo abituati a lavorare da casa) ho pensato ai “Disegni al telefono”

Funziona così: ho messo a disposizione una finestra oraria (il sabato mattina, dalle 11 alle 12.30) per farmi chiamare su Skype, da qui fino ad aprile o comunque finché ci verrà chiesto di restare a casa.

Chi prende la linea ha a disposizione un po’ di tempo per una video-chiacchierata in cui io disegno in tempo reale per lui.

Condividendo lo schermo e avendo la tavoletta grafica adeguata, mi si può vedere dare forma al personaggio.

Di solito chiedo a chi mi chiama di pensare a un animale e a un colore) le cui caratteristiche spuntano mano a mano che il mio interlocutore si fa meno timido. 

“Mi chiami solo se ti va”, così ho scritto sui miei canali social dove ho lasciato circolare le informazioni sull’iniziativa.

Si crea perciò una sorta di contenuto “on demand”, confezionato solo se c’è qualcuno che ha ragione di chiedermelo.

Mi hanno contattata bimbi di tutte le età e di diverse parti d’Italia, ma anche adulti curiosi che seguono il mio lavoro da un po’.

Sono grata per la pazienza dimostrata: so che tentare e ritentare di prendere la linea è un po’ demodè, ma prendere prenotazioni come fossi un centralino snaturerebbe il senso dell’intera operazione e sono convinta che la logica del dono funzioni se si creano le condizioni giuste e non si impongono forzature.

L’iniziativa è totalmente gratuita, se a qualcuno piace quel che faccio e come lo faccio, lascio i miei canali social e le informazioni sui miei libri per seguire e sostenere il mio lavoro. Anche le mie energie in questo periodo sono scarse e l’umore non sempre alle stelle.

Aprire questa finestra e darle un ordine e un senso, ma anche un po’ di imprevedibilità, garantisce che ci sia davvero uno scambio. E soprattutto privilegia la comunicazione uno a uno in un momento in cui ciascuno ha bisogno di sentirsi abbracciato in tutti i modi possibili. 

Mentre si disegna, mi faccio raccontare in che modo si stanno trascorrendo queste giornate. I bambini mi parlano dei libri che stanno leggendo, delle attività con cui si tengono impegnati.

Spesso rimango piacevolmente meravigliata nel vedere quanta spontaneità c’è nel loro adattarsi a una condizione nuova (merito sicuramente anche di presenze adulte capaci di sostegno).

E penso che questa elasticità e questo entusiasmo da riversare anche sulle cose piccole sono qualità preziose che dobbiamo rimettere in allenamento anche noi grandi. 

A volte invece il personaggio disegnato lì per lì diventa il protagonista assoluto della telefonata.

Ci inventiamo un nome, la sua storia, i bambini si lanciano in appassionate descrizioni che magari, una volta chiusa la chiamata, diventeranno spunti per altre attività. Prolungando così un pochino questa piccola interruzione del quotidiano.

Così sono nati il cagnolino Lula che smista le lettere di Babbo Natale, il Drago Verde dei boschi che sfiderà presto il Drago Blu delle acque.

Ma anche il Coraggioso Cavallo Cavaliere e  il leggendario elefancorno.

Al termine della video-chiamata, spedisco via email il disegno e, a volte, ne ricevo in cambio un altro che i bambini, a loro volta, hanno fatto per me. 

Vi aspetto per le prossime sessioni, sabato 28 marzo e sabato 4 aprile.

Per eventuali variazioni o nuove date, rimando alla mia pagina Marianna Balducci Illustrator.

Tante divertenti app per scoprire i luoghi della storia

in Approcci educativi/Arte in galleria/Esperienze digitali by
L’emergenza per il Covid-19 ci fa rimanere a casa? Con le app di Art Stories, i bambini – e i genitori – possono partire alla scoperta dei luoghi più belli e misteriosi della storia, della cultura e dell’architettura.
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La scuola (primaria) ai tempi del COVID-19 – 2° parte

in Approcci educativi/Esperienze digitali/Tavola Rotonda by
Tre maestre, tre scuole diverse, per scoprire come le classi stanno vivendo la didattica a distanza in queste settimane di emergenza COVID-19.

Dopo il precedente articolo, torniamo a parlare con la maestra Carla Caiafa (dell’Istituto Comprensivo Le Cure), la maestra Francesca Liberati (delle Scuole Pie Fiorentine) e la maestra Elena Bini (dell’Istituto Comprensivo Pieraccini). Insieme ci raccontano, in questa intervista a 3 voci, la loro esperienza di insegnanti “a distanza” in queste settimane di emergenza da COVID-19.

Subito una domanda difficile. Vi preoccupa di più la sospensione temporanea della didattica o il fatto che, in questa situazione, possano perdersi un po’ quelle consuetudini e quei legami che giorno dopo giorno avete fatto crescere nelle vostre classi?

Maestra Carla: Sono preoccupata un po’ per tutti e due gli aspetti. La sospensione sarà piuttosto lunga e non è possibile in questa situazione seguire un ritmo “normale”. Questo può essere destabilizzante per i bambini. Inevitabilmente si perde anche la quotidianità.

Mi riferisco a quelle conquiste fatte giorno dopo giorno, con grande fatica e impegno, da parte di alunni e maestre. Penso soprattutto al lento lavoro d’inserimento che ho svolto all’inizio dell’anno nella mia classe prima!

Maestra Francesca: Sarò sincera, non sono molto preoccupata per la didattica. I bambini hanno ottime risorse e sicuramente recupereremo il tempo, che non considero perso, ma diverso. Credo invece che questo possa essere un periodo molto prezioso per le famiglie: è possibile stare insieme con ritmi ridotti, organizzare giochi, leggere.

Credo anche che i legami che abbiamo costruito in questi anni non si perderanno per uno o due mesi trascorsi a casa. Questo momento difficilissimo per tutti noi, se lo vogliamo, può trasformarsi anche in qualcosa di positivo per i bambini e le famiglie. Noi maestri faremo poi il punto della situazione quando torneremo a scuola.

Maestra Elena: Credo che, seppur terribile, questo momento sarà stimolante per riscoprire la noia tanto vituperata quanto importante per stimolare la creatività. Non sono preoccupata dal fatto che i programmi scolastici possano rimanere un po’ “indietro”, credo che i bambini sapranno riconvertire questo disagio in una capacità di resilienza culturale personale e alternativa.

Inoltre, anche se perderemo qualcosa sotto l’aspetto della didattica, sicuramente i bambini impareranno la paura, la solidarietà, l’affetto, la forza e il sacrificio, tutti aspetti importanti che contribuiranno alla loro crescita e alla loro maturità.

Proviamo ad aiutare gli altri insegnanti e i genitori che ci stanno leggendo: quali consigli vi sentite di dare per trascorre il tempo?

Maestra Carla: Agli insegnanti dico di non scoraggiarsi, perché dobbiamo rimanere un punto di riferimento per i bambini e le famiglie. Rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci alla prova con le nuove tecnologie, senza timori.

Calibriamo i compiti, senza sovraccaricare i genitori! Usiamo le piattaforme on-line per assegnare laboratori d’arte, suggeriamo libri e video-letture. Ai genitori, invece, dico di usare questi momenti per stare con i figli.

Aiutiamoli nei compiti e giochiamo con loro, facciamo puzzle, giochi da tavolo, costruzioni, ascoltiamo musica, balliamo, guardiamo foto e video di quando erano piccoli.

Il suggerimento più importante, però, è mettersi sul divano con loro e leggere una favola al giorno; e leggiamo anche noi, per dare il buon esempio! Consiglio anche di limitare tv e videogiochi, piuttosto fatevi aiutare in cucina, a fare biscotti, impastare la pizza, e date loro piccole mansioni come rifarsi il letto.

Maestra Francesca: Penso sia importante dare spazio alla costruzione di giochi manuali, lavori creativi, inventare giochi o fare giochi di ruolo con fratelli e genitori.

Molto importante è anche, secondo me, non imporre mai un libro ai bambini ma farglielo scegliere, cercando solo di indirizzarli in base ai loro gusti. Possono anche vedere dei video molto interessanti, come fiabe sonore, ma non solo!

Proprio qualche giorno fa ho chiesto ai miei bambini di guardarsi su YouTube Pierino e il lupo, con Abbado e Benigni, e di illustrare le scene descritte. Insomma, è l’occasione per scoprire tante belle cose, senza esagerare col computer però.

Maestra Elena: Il momento è difficile, tutti siamo emotivamente impreparati, credo quindi che non sia opportuno sobbarcare le famiglie con troppi compiti. È però l’occasione per fare e scoprire tante cose. Di certo la più importante è la lettura.

Ho detto agli alunni di leggere anche un quotidiano a settimana e di fare la sintesi di qualche articolo interessante o particolare.

Inoltre, ho consigliato loro di tenere un diario giornaliero in cui appuntare e descrivere ciò che vedono dalla finestra, le cose fatte, i libri letti, le emozioni vissute.

La nostra tavola rotonda on-line, con le insegnanti della primaria, continuerà e terminerà nel prossimo articolo.

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La Fisica (a distanza) che ci piace. Parliamone con Vincenzo Schettini

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Vincenzo Schettini
Le scuole e le università di tutta Italia rimangono chiuse, ma molti docenti si sono già attrezzati per continuare la didattica a distanza. Piattaforme online, social e nuove tecnologie: così gli Istituti comprensivi si sono organizzati per supportare studenti e insegnanti.

Per parlare di come sta cambiando la scuola in questi giorni di emergenza, dopo l’ultima intervista del 9 marzo, torniamo a parlare di didattica a distanza con Vincenzo Schettini, professore di fisica, youtuber seguito da più di 30.000 studenti e adesso anche volto televisivo.

È stato proprio lui uno dei primi a proporre, on-line, dei video per supportare gli insegnanti in questa nuova didattica.

Caro Vincenzo, nel tuo canale YouTube si stanno moltiplicando le lezioni di didattica a distanza rivolte agli insegnanti. Come stanno procedendo e qual è la risposta dei tuoi colleghi?

È incredibile, a dir poco entusiasmante! Questo dimostra che i professori sono schierati in prima linea e hanno tutta la volontà di far sì che questo brutto momento per la nostra nazione diventi un momento di crescita sia per loro che per i loro studenti. Pensate che, durante la prima live organizzata da me mercoledì scorso, hanno partecipato contemporaneamente più di 200 docenti da tutta Italia, ecco il link per rivedere questa bellissima “chattata” online”.

Abbiamo notato che, anche in queste settimane di emergenza, continuano i video del venerdì, in cui tratti argomenti non strettamente didattici, ma sempre molto interessanti per le ragazze e i ragazzi. Ci vuoi dire di cosa hai parlato ultimamente?

“Ho trattato uno degli argomenti più delicati per i ragazzi: la scelta del corso di laurea. Specie in questo momento i ragazzi saranno particolarmente disorientati ma non è la prima volta che parlo di questo nell’ormai celebre “video del venerdì”. Nell’ultimo episodio ho chiarito quali sono le differenze fra la triennale in fisica e ingegneria fisica”.

Una delle caratteristiche dei tuoi video e dei tuoi passaggi televisivi sembra essere: “potete trovare la scienza nella vita di tutti i giorni”! Un po’ come ha fatto Keith Enevoldsen, che ha tradotto la tavola periodica degli elementi in immagini e parole [link]. In questi giorni di “confino forzato domestico”, puoi darci qualche spunto per cercare “un po’ di fisica” anche in casa nostra?

Certamente! Proprio questo tipo di spunto mentale è quello che sto utilizzando per raccontare la fisica di tutti giorni alla trasmissione televisiva “Detto Fatto”, in onda su Raidue. In particolare, abbiamo parlato della fisica in cucina, della fisica dei capelli e anche della fisica che si può utilizzare per svitare dei barattoli sottovuoto. Mi piace a tal proposito invitarvi a rivedere le puntate fatte finora, che trovate su RaiPlay [link] semplicemente scrivendo il mio nome e cognome, buona visione e buona fisica in casa!”.

Insegnare a distanza? Ne parliamo con Vincenzo Schettini

in Approcci educativi/Esperienze digitali by
Per l’emergenza legata al virus Covid-19 e l’interruzione delle attività didattiche in tutta Italia, in alcune classi grazie all’utilizzo dei nuovi media alcuni docenti hanno ripreso le lezioni con l’insegnamento a distanza.

Dopo l’intervista di febbraio, continuiamo la nostra corrispondenza con il professor Vincenzo Schettini, ideatore del canale YouTube La fisica che ci piace, parlando dell’insegnamento a distanza.

Caro Vincenzo, l’arrivo del virus Covid-19 ha creato grandi difficoltà nelle scuole di tutta Italia, che sono state chiuse per decreto governativo. Alcuni insegnanti hanno però risposto con la didattica a distanza. Vista la tua grande esperienza con i nuovi media, cosa puoi raccontarci?

Mi piace sottolineare il fatto che la trasmissione della conoscenza è cambiata radicalmente. Oggi insegnare significa innanzitutto comunicare e quale comunicazione può essere più efficace di un video? Proprio i social, dunque i nuovi media, devono essere sfruttati per questo! Gli adulti, intendo le persone che hanno la media dell’età dei professori, sono abituati a sfruttare YouTube per cercare canzoni oppure ricette. Ma dobbiamo finalmente renderci conto che YouTube offre un mare infinito di contenuti anche di didattica che già molti professori stanno condividendo da anni”.

Sul tuo canale, molto frequentato anche dai docenti, c’è una grande novità: stai creando delle lezioni dedicate a loro, per guidarli a diventare insegnanti digitali, è una grande sfida!

Sì, ho creato due playlist dedicate a loro! Con la prima chiamata “tutorial per la didattica innovativa”, in una serie di video molto brevi spiego come utilizzare alcune Apps per poter fare didattica innovativa”.

Con una seconda intitolata “come diventare un docente a distanza“, giorno dopo giorno, sto aggiungendo video nei quali guardo la telecamera e parlo direttamente al cuore dei docenti, affiancandoli con i miei consigli e non facendoli sentire soli perché mi rendo conto che per molti il passo all’innovatività non è semplice, essendo un po’ tutti abituati ad una didattica tradizionale”.

Molti tuoi colleghi hanno avuto dei problemi a passare da una didattica offline a una didattica online. Sulla tua playlist esistono però video molto utili nei quali ci racconti di Apps per fare didattica digitale. Ci vuoi parlare di quelle che secondo te, in questo momento, possono essere di maggiore aiuto ai docenti?

“Mi piace rispondere a questa domanda annunciando che farò una live sul mio canale YouTube dedicata ai professori mercoledì 11 marzo: lo scopo della live sarà raccogliere domande, dubbi ma soprattutto dare loro un orientamento chiaro su come cercare le informazioni per costruire una didattica digitale personale ed efficace. Per dettagli ulteriori sull’orario della live cercatemi sui miei social, è facile trovarmi: sia su Instagram che su Facebook ho due pagine ufficiali chiamate, guarda caso, ‘La fisica che ci piace'”.

Concludiamo con una nota di colore, perché malgrado la situazione internazionale non facile, sembra che alcune fake riescano comunque a circolare e a creare molto rumore. Stiamo parlando del cosiddetto mistero della scopa che resta in piedi, per il quale si è scomodata addirittura la NASA!

“Sì! Addirittura loro! Poi diciamocelo, serve rimanere allegri e vivere la vita anche in maniera leggera, questo aiuta molto. Effettivamente questa storia della scopa che resta in piedi viene spiegata da un semplice principio della fisica chiamato equilibrio del corpo appoggiato. Potevo io non realizzare un video per spiegare tutto questo? Ispirato e confortato dalla risposta della stessa NASA l’ho fatto ed il risultato è stato meraviglioso!”.

Se questa è una donna

in Approcci educativi/Attività in classe/Esperienze digitali by
Una proposta di lezione, senza volto e senza voce come è la scuola in questi giorni, per parlare della donna nella nostra società.

Otto Marzo 2020. Per introdurre questo lavoro voglio cominciare dalla data perché, in giorni strani come questi, è importante soffermarsi sui significati che si dispiegano da questi numeri.

Se ci fermiamo al giorno e al mese, subito la mente va alla ricorrenza dell’8 Marzo e a tutte le attività, le celebrazioni, articoli, film ed eventi che sempre si svolgono per questa ricorrenza.

Se invece passiamo all’anno, ecco che vanno in secondo piano tutte le celebrazioni e oggi, come domani, penseremo invece a quello che sta accadendo nelle nostre vite.

In questi giorni così precari e così inediti per noi del mondo occidentale, che non abbiamo mai conosciuto la guerra, mai il vero senso della vulnerabilità collettiva, mai il senso dell’imprevedibilità della vita e dello stare al mondo.

Ebbene, come in questi numeretti si respira tutta la stranezza di questi giorni, così sarà questa giornata. E la domanda è:

“Ha senso parlare di donna in questo 8 Marzo 2020?”

Forse che parlare di donna e di diritti, di visione della donna nel presente e nel passato in questa giornata del 2020 sia fuori luogo, visto che ‘fuori’ il mondo sta pensando ad altro?

Da docente che in questi giorni sta sperimentando tutta la difficoltà del proporre argomenti e contenuti a dei ragazzi senza la mediazione della parola e del volto, ho pensato che invece una lezione sulla donna, sulla visione della donna nella nostra tradizione occidentale sia necessaria proprio perché è la Storia a essere necessaria, la conoscenza a essere necessaria, anche in tempi di coronavirus.

E se la parola-corpo non può esserci perché siamo tutti a casa, quale tipo di lessico può venirci in soccorso per parlare di donna senza rischiare di affondare nei soliti slogan da social? Come provare a far riflettere i ragazzi affinché possano allargare lo sguardo e porsi domande?

Così ho pensato di farmi aiutare dal lessico delle immagini, lo strumento che veicola, si incolla alle emozioni e ci orienta, senza spiegazioni e troppi orpelli.

In una puntata del programma di Lessico amoroso di Massimo Recalcati che l’anno scorso è stato proposto sulla Rai, il professore parlò di violenza e, mentre parlava, scorrevano dietro di lui delle immagini molto eloquenti.

Io fui colpita in particolar modo da un’immagine: una mamma con una catena al collo con attorno i suoi figli e le parole del professore si cristallizzarono in quella immagine lì.

Le immagini sono scalpelli che danno forma all’informe e quindi, con una piccola ricerca in rete, ho costruito Se questa è una donna con la piattaforma Adobe Sparke.

Dal lessico cristiano a quello della pubblicità moderna, i fotogrammi sembrano sempre gli stessi. E l’aspetto sadico dell’ideologia del patriarcato sembra allungare le sue propaggini fino a oggi.

Qui trovate la proposta di lezione: https://spark.adobe.com/page/N4w3SR7EfDpnp/

Vincenzo Schettini, il prof che ci piace!

in Approcci educativi/Esperienze digitali by
Abbiamo già incontrato Vincenzo Schettini qualche mese fa per un’intervista, ma a dare un’occhiata ai numeri del suo canale YouTube “La fisica che ci piace” – numeri più che raddoppiati! – sembra passato un secolo. Con Vincenzo iniziamo una corrispondenza che ci permetterà di gettare uno sguardo più attento nel mondo dei nuovi media e sull’uso che se ne può fare per migliorare la didattica.

Sono più di 30.000 gli studentima siamo davvero sicuri che siano solo ragazze e ragazzi? – iscritti al canale YouTube di Vincenzo Schettini. Canale in cui possiamo gustarci più di 400 video sulle materie scientifiche, ma non solo! Il titolo del canale non lascia dubbi: La Fisica che ci piace!

Lui è Vincenzo Schettini, che grazie ai passaggi televisivi sta diventando una vera e propria star delle scienze.

Per i pochi studenti – e insegnanti – che ancora non lo conoscono, lui è professore all’Istituto Tecnico Tecnologico Luigi Dell’Erba di Castellana Grotte (Bari), ma soprattutto uno dei prof youtuber più famosi d’Italia, da qualche mese spesso invitato a trasmissioni televisive, da Sky ai canali Rai, come divulgatore scientifico.

Prima di tutto, complimenti! Raccontaci cos’è successo dall’ultima volta che ti abbiamo intervistato, nel luglio del 2019. Ci sono state grandi novità…

Grandissime novità, direi! Le iscrizioni al mio canale YouTube “La Fisica Che Ci Piace” sono letteralmente esplose e ho iniziato a fare anche un po’ di televisione! Per un fisico ed artista – perché sono anche un musicista! – questo è davvero il non plus ultra.

Cosa ci racconti delle tue apparizioni in tv? Quali differenze ci sono con i tuoi video? Racconta ai tuoi utenti/studenti cosa succede dietro le quinte.

È un’esperienza completamente diversa perché, fra l’altro, ogni programma televisivo ha un suo target preciso. Quando sono ad esempio a Milano per “Detto Fatto”, il celebre programma condotto da Bianca Guaccero su Rai Due, io e il mio autore prepariamo settimane prima il copione; c’è un continuo movimento di addetti ai lavori durante la mattina quando facciamo le prove per la diretta del pomeriggio. Materiali utili per gli esperimenti che mostrerò, inquadrature con le diverse telecamere, simulazione dei tempi… davvero qualcosa di emozionante, ma nello stesso tempo super stimolante per me che sono abituato a lavorare da solo.

Tra le novità del tuo canale, abbiamo trovato tanti video che parlano non di problemi di matematica o di fisica, ma di problemi che possono avere le ragazze e i ragazzi nella vita di tutti i giorni, come la timidezza… Parlacene!

Mi sono reso conto molto presto che tutti quelli che mi seguono sul canale avevano bisogno di una “voce da ascoltare“, come un fratello maggiore che ti trasmette le proprie esperienze. Da lì, l’estate scorsa, è nata l’idea di dedicare lo spazio del venerdì ad un video in cui racconto il Vincenzo adolescente ed arrivo a consigliare ai ragazzi come gestire alcune cose che sono fondamentali: il carattere, l’organizzazione personale, la sicurezza. Ed uno di questi è stato proprio un video dedicato a come acquisire fiducia in se stessi: oltreché generare tantissime visualizzazioni, questi video sono super commentati diventando veri e propri blog di discussione sugli argomenti che io propongo.

Sul tuo canale hai pubblicato un tutorial su Kahoot, un’app veramente interessante che può risultare utile agli insegnanti per valutare la preparazione dei propri alunni, ma anche un modo divertente per mettersi alla prova. Raccontaci a cosa serve e che uso ne fai in classe.

C’è una playlist, sul mio canale YouTube, dedicata completamente ai docenti, per insegnare loro ad utilizzare alcune app divertenti che possono integrare l’apprendimento e soprattutto la fase di trasmissione delle conoscenze. Una di queste è Kahoot: nel tutorial che ho creato spiego, assieme ad un mio studente, come utilizzarlo. È un’app che contiene migliaia di quiz molto divertenti su qualsiasi tipo di argomento, anche e soprattutto argomenti che si studiano a scuola in qualsiasi materia. I docenti possono così creare un ripasso veloce e divertente e nello stesso tempo possono ad esempio fissare alcuni concetti che magari la classe non ha ancora acquisito: questo è una delle modalità in cui io uso Kahoot.

A proposito dei tutorial, sono tanti i modi, le metodologie e i nuovi strumenti tecnologici che possono essere utilizzati in classe. Quali sono, secondo la tua esperienza, i più efficaci?

Sono quelli che attingono alla propria personalità ed alle esperienze più riuscite. Ogni insegnante è un mondo a sé, se abbiamo il coraggio di tirare fuori questo mondo che abbiamo dentro, essere creativi e riuscire a trovare una connessione con i nostri studenti tutto cambia perché loro riescono ad apprezzare il fatto che ci stiamo mettendo in gioco. Spesso l’insegnamento passa attraverso pratiche troppo ripetitive, siamo noi i primi ad annoiarci di noi stessi. Quindi il consiglio che voglio dare a tutti: siate creativi, spingete sul vostro modo di fare, curiosate in rete e cercate le cose che sentite essere in sintonia con voi.

È possibile fare didattica con le serie tv?

in Approcci educativi/Esperienze digitali/Short & Movie by
Insieme a Francesco Rocchi scopriamo come utilizzare le serie tv per approfondire in classe argomenti di storia, riscoprire i classici e trattare temi di attualità.

Si possono utilizzare le serie tv in ambito scolastico, in particolare alle superiori? Prima di provare a capire come, possiamo soffermarci sul perché, visto che le serie televisive non nascono per scopi educativi, bensì di intrattenimento.

Una prima risposta è che la qualità di molte serie attuali è talmente alta che queste ormai sono di fatto cultura, non diversamente da romanzi, film, drammi ecc.

Una seconda risposta è che le serie tv sono il prodotto culturale con cui gli studenti hanno più familiarità. Costituiscono un gancio che è bene non trascurare, in una situazione in cui spesso docenti e studenti fanno fatica a trovare un terreno comune di interessi da condividere.

Se queste prime considerazioni possono sembrare ancora generiche o astratte, ce ne sono altre più specificamente didattiche che chiamano in causa la natura particolare delle serie tv.

Le produzioni attuali sono spesso opere sontuose che possono mettere in scena accurate ricostruzioni storiche, trattare temi sociali attuali e scottanti, riprendere classici della letteratura o sperimentare in maniera assai eclettica. Ma il loro tratto distintivo è evidentemente un altro, la serialità.

Il lungo arco narrativo delle serie, spesso cadenzato nel tempo, è tanto un limite quanto un’opportunità. Se è vero infatti che una stagione intera è lunghissima, è anche vero che un singolo episodio è molto più breve di un film.

Nei 40-50 minuti di un episodio si ha un’unità narrativa che può essere facilmente compresa. Spesso anche senza vedere tutta la serie (può bastare una rapida introduzione).

Didatticamente è più incisivo far vedere un episodio concepito per durare meno di un’ora che non lo spezzone di un film della stessa durata: il regista di serie tv, consapevole dei vincoli di durata, è specializzato nel riuscire a fare sintesi rapide ed efficaci.

Ciò permette di usare gli episodi con una maneggevolezza che i film difficilmente possono avere. Non solo possiamo trascegliere gli episodi che ci interessano di più, ma possiamo anche usare più serie contemporaneamente. Ciò risulta particolarmente utile per storia, come si può illustrare usando due serie come The Last Kingdom e Rome.

Già in un altro articolo avevo proposto l’uso di audiovisivi di varia natura al fine di creare un immaginario storico a disposizione degli studenti, ma qui possiamo approfondire in senso più specifico.

Un elemento importante della didattica del secondo anno delle superiori è il passaggio dall’età classica a quella medievale. Per capire entrambe le epoche bisogna che alcuni concetti fondamentali di taglio sociale e antropologico siano chiari, e il confronto tra le due serie può essere molto utile.

The Last Kingdom

The Last Kingdom è una storia ambientata nell’Inghilterra del IX secolo, incentrata sulle vicende di Uthred, un nobile sassone intenzionato a riprendersi quei possedimenti di cui le scorrerie dei danesi lo avevano privato (lasciandolo inoltre orfano).

Nel primo episodio di The Last Kindgom, Bebbanburg, dove vive Uthred, è un modesto insediamento di legno piuttosto povero, in cui solo un frate non è analfabeta e il re non ha a disposizione che qualche decina di soldati.

Rome

Rome invece parla degli anni di Cesare e di Augusto attraverso la storia di due legionari. Già l’analisi dei primi episodi delle due serie permette agli studenti di fare considerazioni importanti.

La Roma di Rome è una metropoli sontuosa, marmorea, enorme, con un sistema politico ben più articolato e complesso. Una simile sproporzione di mezzi si può vedere nelle scene di guerra.

Le battaglie tra danesi e sassoni sono poco più che mischie, se confrontate con quelle delle guerre civili romane. Quest’ultime coinvolgevano decine di migliaia di soldati e una catena di comando molto articolata. Tanto che alla fine era proprio l’esercito uno dei settori più alfabetizzati della società romana.

Perché gli studenti arrivino a cogliere tutti questi aspetti di civiltà è sufficiente porre loro alcune domande stimolo:

“Quali sono le dimensioni degli eserciti visti nelle due serie?”. “Quanti ufficiali ha Cesare e quanti il re sassone?”. “Descrivi Bebbanburg e Roma”.

A queste domande si potrebbe rispondere già vedendo i trailer. Ma mostrando il primo episodio di ognuna delle serie, gli spunti sono ovviamente di più e più sottili. E se non i primi episodi, altri che offrano adeguato materiale di lavoro. Serie del genere, hanno il potere di far ricordare molto più vividamente la storia, che qui non è “arida” narrazione da libro di testo, ma trama.

Scrubs: medici ai primi ferri

L’uso delle serie tv non è però ristretto alla sola storia. Morale, etica, scienza, questioni sociali: tutto può entrare nelle serie, proprio per quella alta qualità che ormai hanno raggiunto. I polizieschi in particolare offrono una serie di agganci e di temi di attualità tutt’altro che banali e scontati.

Ma talora può essere assai utile anche una serie come Scrubs: medici ai primi ferri. La serie, pur essendo comica ha vinto un Peabody Awards per come ha saputo trattare temi delicati come le malattie terminali.

A titolo di esempio dei polizieschi, cito soltanto un episodio di CSI Las Vegas sul tema della “legittima difesa”. La trama è semplice. Cinque persone su un aereo hanno ucciso un sesto passeggero: uno che aveva dato segni di squilibrio e minacciato di aprire il portellone in volo. Una situazione claustrofobica e pericolosissima, tale da far sì che i cinque vengano rilasciati. È omicidio o è legittima difesa?

Didattica e serie tv

Per didattizzare il lavoro è sufficiente interrompere la visione subito prima della scena in cui gli investigatori dicono la loro e chiedere agli studenti di esprimere la propria opinione. Fatto questo, si potrà vedere l’ultima scena. Dopo averla vista si può continuare a parlarne, o lasciare che la scena si sedimenti da sé negli studenti. Qualsiasi cosa si scelga di fare, credo che una riflessione come quella proposta da Grissom, il protagonista, sia da sola la dimostrazione del livello qualitativo raggiunto dalle serie tv.

Un utile episodio di Scrubs potrebbe invece essere “Le mie regole” (disponibile in inglese qui). In questo episodio, per quanto esilarante, i protagonisti sono portati a chiedere quanto e fino a che punto il rispetto delle regole, o la loro trasgressione, sia importante, soprattutto quando in gioco ci sono la vita e la morte dei pazienti.

Attraverso una storia corale vengono offerte risposte diverse, non auto-escludenti, tutte meditate e capaci di suscitare ulteriori riflessioni. In 25 minuti si ha non solo una problematizzazione approfondita e consapevole, ma anche una maniera molto chiara di porre il problema sul piatto.

Mi piacerebbe parlare anche di altre serie (Law & Order, Peaky Blinders, Empress in the palace, Le Bazar de la Charité o anche un classico come The Twilight Zone), ma forse è sufficiente concludere qui sperando di aver fornito qualche spunto utile.

La bella addormentata nel frigo, l’ebook di Primo Levi

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Insieme a Giulia Natale partiamo alla scoperta di un classico di Primo Levi in una nuova veste multimediale: l’ebook.

Mi rivolgo in particolare agli insegnanti (e ai genitori) per suggerire un titolo insolito per la didattica. So, per esperienza diretta, che dalla lettura e dall’utilizzo condiviso con i ragazzi di questo formato interattivo (l’ebook) si possono ottenere attenzione da parte loro e non indifferenti benefici. Perché?

Perché la storia è fantastica, lo strumento idoneo, perché forse i ragazzi non immaginano questo genere di proposta e perché la forma e la sostanza generano un effetto destabilizzante che apre la via al dibattito, e infine perché sviluppa utili collegamenti logici fra le parti del testo tramite le potenzialità della tecnologia. Provare e poi credere.

Il digitale di qualità di cui parliamo oggi è l’ebook La bella addormentata nel frigo di Damiano Malabaila, pseudonimo con cui Primo Levi ha pubblicato, per Einaudi nel 1966, la raccolta di 15 racconti dal titolo Storie Naturali.

Credo che vedere Primo Levi,anche attraverso questi suoi racconti, sia interessante per ritrovare l’uomo immenso che è stato, amarlo come testimone imprescindibile e doloroso dell’olocausto e anche come autore di fantascienza spiritoso, ironico, apparentemente frivolo, arguto, sempre delicato.

La trama di questo racconto ruota intorno a un tema che da scienziato lo aveva molto appassionato per le conseguenze, biomediche e morali (ipotetiche), che sollevava e comportava: l’ibernazione di un essere umano.

Primo Levi, con piglio disinvolto e divertito, affronta la questione andando dritto al punto. La giovinetta protagonista è di una ricca famiglia della Berlino del 2115, vanta 163 anni, 20 di vita vissuta e 143 di vita ibernata. Nessuno l’ha costretta, è stata lei a volerlo fare, libera e consapevole ha scelto di trascorrere un lungo “tempo sospeso” nel frigo e di essere scongelata solo in particolari occasioni e ricorrenze… quando esce dal frigo ci riserva il primo starnuto.

Il tema è estremo, moderno, trattato con grazia e spassoso, ma non poco doloroso nei passaggi in cui l’autore accosta l’ibernazione alla medicalizzazione, e affronta la questione della libertà personale, di una vita trascorsa fra congelamenti continui.

Il motivo per cui tengo a darne segnalazione a fini didattici (con l’invito a scaricarlo al più presto) è che questo ebook è frutto di un lavoro complesso e articolato sul testo a opera del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e del Dipartimento di Studi Storici di Torino.

Gli studiosi di Levi hanno voluto dare al libro una struttura multimediale, fruibile a diversi livelli, con video, sonoro, informazioni aggiuntive. Dalle icone del menu si attivano contenuti supplementari e approfondimenti storico-politici e le Note Concettuali (i pallini colorati in alto) offrono collegamenti fra le categorie.

Un lavoro ipertestuale sulla lingua, sull’ironia, la scienza.

Tramite l’icona del microfono è possibile addirittura attivare il sonoro (che ci offre la versione radiofonica andata in onda nel 1961) mentre il testo si evidenzia in sincrono.

Quanto costa? È gratuita! È creata per iOS: basta collegare, tramite apposito cavo, l’iPad o l’iPhone alla LIM o farla scaricare a ragazzi sui loro personali dispositivi.

Si scarica qui: https://books.apple.com/it/book/la-bella-addormentata-nel-frigo/id1223283388?l=en

Crediti illustrazione copertina: Pentool.Knight

Scrittori di Classe: i webinar di Marco Dallari sulla resilienza

in Corsi di formazione/Esperienze digitali by
Ogni insegnante che partecipa alla nuova edizione di Scrittori di Classe può iscriversi a una delle lezioni on-line interattive sulla resilienza tenute dal professor Marco Dallari dell’Università di Trento. Ecco come.

Perché la resilienza è un valore indispensabile per bambini e ragazzi? Come possiamo coltivarla e trasmetterla all’interno della classe?

Le avventure di Greg e la serie Diario di una Schiappa (ed. Il Castoro) rappresentano uno straordinario esempio di resilienza per i giovani lettori. E anche nella letteratura, nelle fiabe, nel cinema e nell’arte in relazione alla resilienza possiamo trovare molti spunti multidisciplinari. Come?

Per approfondire questi argomenti, ogni insegnante (di scuola primaria o secondaria inferiore) che partecipa alla nuova edizione del concorso di Conad,Scrittori di Classe giunto alla sesta edizione, ha la possibilità di iscriversi a una delle lezioni on-line interattive gratuite (webinar) con il professor Marco Dallari dell’Università di Trento.

I webinar, composti da una parte di lezione formativa, e da un ampio spazio per domande e riflessioni dei partecipanti, danno anche diritto a ciascun insegnante di ricevere gli attestati di riconoscimento delle ore di formazione (D.M. 170/2016).Il cal

Il calendario dei prossimi webinar disponibili

Quello della resilienza è un argomento perfetto per applicare alla didattica un’impostazione inter e trans-disciplinare e impegnare gli scolari, sia della primaria che della secondaria, in azioni non solo di ascolto, di lettura e di “apprendimento” ma anche di quella “co-costruzione della conoscenza”.

Il che comporta non solo la scoperta di cose nuove e finora sconosciute ma anche l’elaborazione e l’interiorizzazione, anche sul piano affettivo e identitario, dei valori e delle caratteristiche etiche ed estetiche a essi connessi. L’idea della resilienza non è fredda, accende desideri, favorisce autostima e consapevolezza di sé dal punto di vista dei soggetti e dei gruppi.

Il concorso Scrittori di Classe – Diario di una Schiappa è un progetto realizzato da Eu.promotions per CONAD Soc. Coop. Progettazione editoriale: Librì progetti educativi. Illustrazioni: per gentile concessione de Il Castoro, tratte dalla serie Diario di una Schiappa. Con la partecipazione di Istituto degli Innocenti (www.istitutodeglinnocenti.it)



Il Grande Libro degli Esploratori: Realtà Aumentata per imparare

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Da Valentina Edizioni un libro e un’app gratuita con la Realtà Aumentata per imparare di più e meglio… e attenzione ai verdi draghi cinesi!

Oggi scopriamo insieme una tecnologia specifica all’interno della tecnologia delle app. Certamente complicata da progettare e da sviluppare, ma non complicata da utilizzare, anzi. Valentina Edizioni ha pubblicato l’avvincente volume Il Grande Libro degli Esploratori con una copertina rigida che abbraccia quindici biografie ben narrate di persone avventurose belle da conoscere.

Questi esploratori, zoologi, medici, commercianti, navigatori, studiosi-sognatori ci portano ad immergerci nelle loro missioni e scoperte in lungo e in largo per il globo. Sono tre donne e dodici uomini che fecero della loro passione e della loro insaziabile curiosità la loro stessa ragione di vita e di viaggio.

Nel cartaceo, di grande ispirazione, il testo sposa illustrazioni pittoriche, dettagliate, divertenti e schiette, che lo rendono una lettura gioiosa per bambini dalla seconda fascia della primaria e del primo anno della secondaria.Su queste tavole con testo e illustrazioni si innesta l’omonima app gratuita con la Realtà Aumentata (Augmented Reality)

Ma come funziona?  La realtà aumentata è una tecnologia di grafica interattiva avanzata che permette, inquadrando precise pagine (normalmente contrassegnate con segno distintivo), di ottenere – sullo schermo dello smartphone o del tablet e poi sulla LIM – una serie di contenuti aggiuntivi che possono essere di tanti differenti tipi: effetti sonori, immagini fisse o animate, video, informazioni in più, non presenti sulla carta.

Fantastiche in questo caso le urla dei gabbiani, la tempesta di neve su Amundsen, la comparsa del mondo sferico nel capitolo Il Nuovo Mondo su Cristoforo Colombo, le sonorità locali, la scimmia e i fiori nella sfida africana di una grande pioniera: Mary Kingsley. Tutto il libro è arricchito ed è un piacere leggere, trovare l’inaspettato, ascoltare l’imprevedibile.

IN CLASSE perché: il mondo delle esplorazioni e dei suoi protagonisti esercita da sempre seduzione sui ragazzini per l’offerta vivace di viaggi, avventure e scoperte sia per mare sia per terra.In questo caso, credo che gli insegnanti possano trarre ulteriore vantaggio dalla combinazione di queste risorse (libro + app) per:
– affrontare la storia e la geografia, affiancando ai testi tradizionali questi strumenti
– mostrare come questi racconti storico biografici possano arricchirsi di immagini in movimento in 3D e di suoni di contesto. 
– raggiungere facilmente anche i ragazzini più distratti, attratti dalla suspense
– far scoprire una tecnologia avanzata e semplice che probabilmente non tutti gli studenti ancora conoscono. Buon inizio scuola anche digitale!

E’ disponibile per iPad e iPhone e per Android

Vincenzo Schettini, il prof che insegna fisica anche in tv

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Oltre 12000 seguaci e centinaia di migliaia di visualizzazioni: questi i numeri di Vincenzo Schettini, il professore che spiega fisica e matematica su YouTube e, da poco, anche su Sky.

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Arca di Noé Animalibrium: l’app che aiuta il coordinamento motorio

in Esperienze digitali by
Animalibrium
L’app Animalibrium stimola la concentrazione e aiuta il coordinamento motorio. Perfetta nelle scuole dell’infanzia (e anche in vacanza)

Arca di Noè Animalibrium” di Giulia Olivares è un’app a medio-alta interattività, senza testo, senza punteggio, con musica, versi di animali, effetti sonori, illustrazioni originali ed è intuitiva, con icona per scattare e raccogliere le foto.

La schermata presenta una barca. Piccola. E otto strampalati animali. Il gioco consiste nell’affrontare un percorso facendo in modo che nessuno resti indietro. Dopo aver caricato un elefante, un coccodrillo, una zebra e un ippopotamo, ci sarà ancora posto sulla barca per una giraffa? E per gli altri? A poco a poco gli animali vengono posizionati a bordo ma bisogna muoversi con delicatezza salvaguardando l’equilibrio precario, ogni scossone destabilizza la ciurma, ogni onda mette in pericolo i colorati protagonisti. Noi siamo lì per loro con dito pronto, mano decisa e soprattutto mente lucida per non perdere il controllo della situazione e portare tutti in salvo. La torre di animali, sempre più alta e instabile, sembra destinata al naufragio ma a un passo dal disastro la conclusione arriva come una sorpresa e una conquista.

IN CLASSE perché: Stimola la concentrazione. Subito prima dell’intervallo, per qualche minuto tutti insieme, poi si va a giocare È uno scenario già pronto per l’invenzione di piccole narrazioni. Buono il pretesto della barca per solleticare domande e risposte e inventare storie. Gli animali devono scappare? Cosa è successo? Magari vanno a una festa, ce la faranno? Sono contenti di andarci? …oppure stanno fuggendo da qualcosa? È un gioco che aiuta il coordinamento motorio. Ottima per misurare e legare i movimenti di mano occhio e testa

QUANTO COSTA: l’avventura completa con gli animali africani è gratuita. La seconda avventura, con strepitosi dinosauri fra sterlizie e piante acquatiche, si scarica alla fine della prima avventura a 2,29 euro

CREATA per iOS: basta collegare, tramite apposito cavo, l’iPad o l’iPhone alla LIM
SI SCARICA QUI: https://itunes.apple.com/app/id1434057776

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Chiaro e sintetico il corpo umano spiegato con l’app

Florence: il romanzo visivo per portare in classe i sentimenti (e discuterne)

in Esperienze digitali by
L’app Florence è un romanzo visivo da portare in classe perché è perfetto per confrontarsi su sentimenti, aspettative, emozioni, scelte.

Florence di Annapurna Interactive e Mountains (link è un romanzo visivo costellato da micro-attività che evocano i sentimenti provati dai protagonisti, è una storia d’amore e di vita. Forse più che d’amore proprio di vita e di voglia di tornare a vivere! Una giovane donna vive una monotona quotidianità, personale e  lavorativa, c’è noia (volutamente ripresa nei noiosi giochi proposti, fase importante!). Vive fra un lavoro da contabile che non le dà alcuna soddisfazione e i pochissimi amici. Ha un’esistenza triste e priva di stimoli con il ricordo di un’infanzia piacevole con le amiche e il ricordo cupo di una madre dura. Un giorno incontra Kirsh, un ragazzo che suona il violoncello per strada, ed è colpo di fulmine corrisposto; i due si avvicinano, si piacciono, si cercano e poi vanno a vivere insieme dividendo lo spazio della casa di lei, condividendo chiacchiere, letture, e piatti provenienti dalla tradizione gastronomica di entrambi (lui è orientale). Le cose vanno bene finché non si posa leggero su di loro il velo della routine…

IN CLASSE perché
Lei, Florence, è un personaggio meraviglioso al quale ci si affeziona subito e del quale si segue la vita raccontata in modo interattivo con potente fremito di partecipazione. Le attività richieste al lettore, e le grandi e piccole animazioni di questa app, rendono la storia perfetta per la discussione e la condivisione degli stati d’animo, delle aspettative che si possono avere da giovani fino ai patimenti tipici dell’adolescenza. Florence e le sue vicissitudini hanno l’intensità, la grazia e il tratto del graphic novel con un’interattività perfetta per tutti i ragazzi senza distinzione di genere. La colonna sonora batte perfettamente il tempo dei singoli capitoli. I ragazzi, affamati di storie che parlano di loro e delle loro vite, troveranno con l’insegnante il modo di intervenire in ogni tavola per procedere nella narrazione, è indubbiamente un traino narrativo importante e bello.

Qualche esempio: siamo noi a spegnere la sveglia, ad aiutare Florence a lavarsi i denti, a fare di conto in ufficio, a costruire la conversazione con il nuovo amore, a spostare oggetti per fare spazio alle spezie di Krish in cucina, e ad intervenire rapidamente sui pezzi del puzzle (metafora della loro relazione che si sta disgregando) per evitare che i due protagonisti si allontanino. In ogni tavola è richiesta un’attività diversa e originale, comprensibile e strettamente collegata al significato della storia. E’ trasversale, si può analizzare e utilizzare in classe sia per discipline artistiche sia umanistiche.

Ecco perché penso sia fondamentale in classe: per la forza poetica e letteraria, per il linguaggio delle immagini e dei balloon, per la musica e per il ritmo con cui viene raccontata.

TIPOLOGIA
App ad altissima interattività (non frenetica, ragionata e emozionante) con scorrimento orizzontale e verticale e imprevedibile, con vignette, senza punteggio, effetti sonori, illustrazioni originali, intuitiva; da scoprire senza fretta.

ETÀ
Scuola secondaria di primo grado e primi anni del ciclo successivo, anche YA

QUANTO COSTA
2,99 euro su App Store e Google Play

CREATA per iOS e per Android ( basta collegare, tramite apposito cavo, l’iPad o l’iPhone alla LIM

Qui video su youtube:

Chiaro e sintetico il corpo umano spiegato con l’app

in Esperienze digitali by
“Il Corpo Umano” di Tinybop: un buon testo di divulgazione scientifica di base con il plus dell’interattività (per conquistare proprio tutti)

Nell’app “Il Corpo Umano” di Tinybop sono spiegati i sistemi vitali e il funzionamento del corpo umano in modo chiaro, sintetico e adatto anche per la consultazione autonoma.

Non è un gioco, è un buon testo di divulgazione scientifica di base, il suo valore sta nell’affidabilità delle informazioni anatomiche e nell’interattività che rende animati i meccanismi (cuore, polmoni…) favorendo la comprensione.

Dall’analisi – in tre passaggi di approfondimento – dei singoli sistemi (nervoso, scheletrico, respiratorio, circolatorio, digerente, muscolare, immunitario, più il capitolo sulla cute) si evincono informazioni sulle meccaniche vitali e sulle strategie dell’organismo per mantenersi funzionante, ad esempio: coinvolgimento del diaframma nella respirazione, corretta alimentazione ed espulsione delle scorie, isolamento dei batteri…

IN CLASSE perché

Il supporto tecnologico e il linguaggio interattivo destano immediatamente curiosità e attenzione.

È un buon alleato nell’insegnamento delle materie scientifiche da integrare, se necessario, in relazione al ciclo di studi.

È di stimolo per domande e approfondimenti fra gruppo classe e docente, che, dopo una consultazione condivisa in aula, potrà assegnare ad ogni gruppo un lavoro di approfondimento.

È un’app creata per un rapido ed efficace apprendimento, al quale potranno seguire le altre impostate secondo la medesima architettura e principio interattivo di scoperta (sulle scienze naturali, le piante, la Terra, i Mammiferi).

Il docente potrà anche assegnare ciascuno di questi argomenti ai ragazzi e richiedere poi di condividere l’esposizione con la classe.

ETÀ
Le indicazioni degli store tendono ad abbassare l’età di riferimento. Questa può essere efficacemente utilizzata nella seconda fascia della primaria e come valido appoggio nella scuola secondaria di primo grado.

TIPOLOGIA
App didattica del ricco catalogo La biblioteca dell’Esploratore, schematica, ad alta interattività, in apertura tavole stilizzate degli apparati del corpo umano e tenda verticale laterale per la navigazione; con progressivi e intuitivi touch, si aprono i livelli relativi al funzionamento di alcuni specifici organi.
Etichette riposizionabili a comparsa con i nomi, effetti sonori verosimili (respiro, masticazione…), icona per impostare la lingua, cambiare il colore di sfondo delle tavole, telecamera esterna per spiegare la vista. Grafica curata e precisa. Cursore con funzione a tendina per svelare le parti interne (da utilizzare per trascinamento).

DOVE SI SCARICA e QUANTO COSTA
4,49 euro su AppStore (per ipad, iPhone…) qui il link:

Per dispositivi Android, invece, lo store suggerisce di scaricare gratuitamente l’app La Tessera dell’Esploratore per poi procedere con gli acquisti in-app, di quelle desiderate del catalogo ( i pacchetti sono convenienti).

CREATA per iOS, ANDROID

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