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Giorno 1. Il Museo di “me stesso”: per imparare a conoscersi meglio

in Attività in classe by
Vi siete mai chiesti a cosa serve un museo?
Perché gli oggetti sono disposti in quel modo e perché, fra i tanti pezzi ritrovati, vengono scelti proprio quelli?

Partendo da questa domanda, ho sviluppato questa estate 2021 un progetto intitolato “Il museo va a scuola” realizzato in collaborazione con i Musei Comunali di Santarcangelo di Romagna e con uno degli istituti comprensivi del mio territorio.
Oltre ad esplorare il tema del museo da tanti punti di vista, nel progetto si è pensato di valorizzare il grande spazio verde attorno alla scuola ospitante.  

5 giornate di lavoro, 5 tematiche affrontate, 5 albi illustrati, un bellissimo gruppo di bambini variegati in età e carattere, 5 articoli che spiegano gli obiettivi del progetto e il dettaglio delle attività svolte.

Buona lettura!

Giorno 1. Il Museo di “me stesso”

Gli oggetti raccolti nel museo non sono disposti in modo casuale ma vengono scelti accuratamente fra tanti per raccontare storie; come quando scegliamo le parole giuste per dire qualcosa, così è importante scegliere bene la disposizione degli oggetti nel museo e ci sono degli esperti che sanno metterli in ordine in modo che raccontino la storia giusta! Ad esempio potrebbero documentare l’evoluzione artistica di un pittore, o parlare di un ritrovamento archeologico…

Il primo giorno ho pensato di dedicarlo alla conoscenza degli altri, ma anche di noi.

La lettura dell’albo illustrato “La collezione di Joey”, di C. Fleming e G. DuBois, ci ha aiutato ad entrare nel tema: Joey è infatti un bambino curioso che raccoglie e colleziona oggetti trovati per caso; la sua collezione cresce negli anni fino a quando Joey decide di metterci mano assemblando fra loro i suoi tesori e creando delle vere e proprie opere d’arte.

Gli oggetti di cui ci circondiamo parlano di noi, dei nostri desideri e delle passioni

Così come gli oggetti raccolti da Joey, ad un certo punto, non sono più solo “oggetti” ma si trasformano nel messaggio che il bambino vuole condividere con chi gli sta attorno.

Prendendo spunto da questa lettura, ho chiesto ai bambini di raccontare di sé partendo da un oggetto  che amavano usare o che li rappresentava; i bambini non si conoscevano tutti fra loro e l’espediente dell’oggetto può aiutare a parlare di sé senza farsi prendere dalla timidezza:

qualcuno ha così raccontato del proprio animale domestico e della passione che ha per lui; qualcuno dei videogiochi che gli tengono compagnia e lo fanno divertire, qualcuno delle matite colorate e della passione per il disegno…

Inizia l’attività…

A questo punto ho dato, ad ogni bambino, un foglio A4 in cartoncino leggero stampato con tante immagini di cornici in bianco e nero e ho chiesto loro di creare, partendo dall’oggetto con cui si sono presentati, un “Museo di Me stesso” disegnando l’oggetto scelto per primo e poi altri. 

Le cornici riempite con gli oggetti disegnati sono state poi ritagliate e incollate su un altro foglio che è diventato appunto il “museo di me stesso”, un’esposizione di opere che raccontassero di me.

Questo è il primo dei 5 incontri del percorso intitolato il “museo va a scuola”; a questo laboratorio segue “La stanza delle meraviglie”.

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