Compiti vacanze

Compiti delle vacanze con Munari tra svago e fantasia

in Letture in classe by

Sui compiti delle vacanze (e non solo) da sempre il dibattito è acceso. E se in estate prendessimo l’occasione per stimolare la fantasia e la creatività? Vediamo quali idee proporre.

In estate è fondamentale riposarsi dagli impegni scolastici! Se però i compiti delle vacanze vengono progettati all’insegna della fantasia e della creatività, rappresentano un’ottima occasione per mettersi in gioco in modo stimolante.

Tempi più dilatati e vita all’aria aperta possono costituire ottime premesse per la realizzazione di attività che mettano in gioco inventiva, fantasia, immaginazione e creatività.

Sono insegnante di lettere in una scuola secondaria di primo grado; come compiti delle vacanze, oltre a libri e film, ho deciso di stimolare la fantasia e la creatività dei miei studenti. Come? Ricorrendo ad alcuni input ricavati dalle idee geniali di Bruno Munari.

Il libro Fantasia fornisce numerosi stimoli che possono confluire in vere e proprie attività da far sperimentare ai ragazzi durante il lungo periodo estivo.

Ne ho strutturate alcune per i miei studenti della classe prima, ma – con appositi adattamenti – possono essere proposte anche a bambini più piccoli.

Fantasia e creatività secondo Bruno Munari

Queste sono le definizioni che dà Munari dei termini “fantasia” e “creatività”:

fantasia è tutto ciò che prima non c’era anche se irrealizzabile;creatività è tutto ciò che prima non c’era ma realizzabile in modo essenziale e globale

A partire da queste esplicitazioni, i ragazzi dovranno realizzare produzioni creative scegliendo un ambito in cui mettersi in gioco per poter liberare la fantasia.

Potranno produrre componimenti scritti, lavori grafico-pittorici, realizzazioni pratiche che in qualche caso  necessiteranno solo di incentivazione, vista l’innata componente creativa presente in alcuni di loro.

Noi docenti conosciamo le passioni dei nostri studenti e, talvolta, si tratterà solo di strutturare certe manifestazioni creative diffuse in modo spontaneo.

Un alunno abile a creare origami potrebbe, ad esempio, realizzare un video in cui spiega i passaggi per la realizzazione dei suoi lavori. In seconda battuta, scrivere storie sui soggetti da  lui creati.

Un’alunna che ha già scritto diversi racconti di fantasia nel corso dell’anno potrebbe realizzare un minilibro e corredarlo di illustrazioni.

Un altro alunno disegnatore di vignette di un personaggio da lui inventato, potrebbe creare un giornaletto a fumetti.

A settembre tutti i prodotti realizzati verranno condivisi e inseriti nel blog della scuola, così da rendere documentato tutto l’impegno profuso.

E se i ragazzi dicono di non avere fantasia?

In quel caso dovremmo impegnarci a stimolarli con esempi concreti, e il libro di Munari può fornire numerosissimi input.

Partire da materiali semplici e di uso comune per sollecitare fantasia e creatività è uno dei cardini dell’opera di Munari: si tratta di trasformare in compiti delle vacanze alcune idee nel libro e nei siti web già ben esplicitate.

Creatività a partire dagli strappi di un foglio di carta

Un primo semplice esempio di compito può essere quello di chiedere di strappare un foglio di carta, scegliere il pezzo preferito, colorarlo o disegnarvi quello che la forma suggerisce, quindi far inventare una storia a partire dall’immagine ricavata.

Storia e pezzo di carta colorato/disegnato possono venir scritti e incollati su una pagina di quadernone (o altro tipo di supporto), così da esser pronti a settembre per essere letti e spiegati ai compagni.

Osservando il bambino mentre pensa che cosa disegnerà sul foglio prescelto, pare di veder nascere la creatività o la fantasia dall’espressione del suo viso

Creatività a partire dagli oggetti: il museo immaginario

Munari aveva raccolto numerosi oggetti comuni durante la sua vacanza a Panarea e vi aveva inventato su storie fantasiose, tanto da arrivare ad allestire un vero e proprio museo immaginario.

Allo stesso modo, i ragazzi come compito potrebbero fotografare o raccogliere oggetti nelle località di svago o villeggiatura e cambiarne uso e destinazione, lasciandosi guidare da fantasia ed ispirazione del momento.

Anche in questo caso potrebbero scrivere delle storie avventurose con l’oggetto personalizzato protagonista, mettendone in rilievo il punto di vista.

Le forchette parlanti e le macchine inutili

Oppure, come le simpatiche forchette parlanti, un compito potrebbe essere quello di personalizzare e “animare” alcuni oggetti, facendo assumere nuove sembianze per dare loro nuova vita.

Per rendere l’attività ancora più sfidante, si potrebbe arrivare a chiedere come compito di prendere a modello le macchine inutili, per cercare di realizzare, proprio come faceva Munari, degli oggetti sospesi in cui forme, colori e peso riescano a coesistere in armonia.

Le realizzazioni dovranno essere più libere possibili, perché – come dice l’artista:

le macchine inutili non sono altro che oggetti mobili colorati, appositamente studiati per ottenere quella determinata varietà di accostamenti, di movimenti, di forme e di colori. Non rappresentano assolutamente nulla, sono il congegno ideale grazie a cui possiamo tranquillamente far rinascere la nostra fantasia, quotidianamente afflitta dalle macchine utili.

Foto e video tutorial delle creazioni ottenute a seguito di svolgimento del compito potranno rappresentare un utile strumento in fase di documentazione, presentazione e spiegazione collettiva di inizio anno.

Creatività a partire dalle lettere dell’alfabeto

Rifacendosi all’alfabetiere di Munari, i ragazzi potranno svolgere un ulteriore compito creativo: scegliere un numero variabile di lettere  con le quali divertirsi e giocare, non solo rappresentandole graficamente in modi diversi, ma anche realizzando poesie, calligrammi, filastrocche o microstorie.

Le lettere saranno riferite all’iniziale delle parole legate a ricordi o avvenimenti dell’estate e la condivisione da tenere a settembre potrà rappresentare una piacevole occasione per prolungare atmosfere e scenari estivi anche tra i banchi di scuola.

Perché creatività e condivisione possono rivelarsi un binomio formidabile. E di questo tutta la comunità potrà trarne beneficio.

Una persona creativa prende e dà continuamente cultura alla comunità. La crescita culturale della comunità dipende da noi come individui, da quello che diamo alla collettività. Noi siamo la continuità (Bruno Munari)

Foto di copertina by Drew Perales on Unsplash

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