Calpurnia e le altre: riflessione fra gli scaffali di una biblioteca scolastica

in Letture in classe by
Tre libri, tre storie di un tempo lontano, di donne di un’altra epoca ma che possono ancora dire molto alle piccole donne di oggi

Una mattina, entrata nella sala di lettura della mia scuola, trovo sul tavolo tre volumi accompagnati da un grazioso e colorato biglietto che diceva così:


“Semplicemente splendidi prof! Grazie per avermeli consigliati.”


Tre romanzi e due autrici che nell’arco di pochi anni hanno saputo tessere delle storie deliziose. 
L’ evoluzione di Calpurnia, Il mondo curioso di Calpurnia e Miss Charity delle autrici Jacqueline Kelly e di Marie Aude Murail: delle storie semplicemente deliziose dai toni delicati che descrivono ambienti eleganti e raffinati come solo possono essere i salotti della buona società di un tempo.

 

Eppure chissà perché nel proporre quei titoli ero piuttosto restia. Mi chiedevo, infatti, se ci fosse posto nella fantasia di una ragazzina di oggi per eroine che per molti aspetti ricordano Joe di Piccole Donne o Anna dai capelli rossi.

donne anna dai capelli rossi


Certo all’epoca io adoravo quel tipo di storie. Io e un po’ di tempo fa … ma oggi le mie ragazzine sarebbero state ugualmente coinvolte? Ci sarebbe stato ancora spazio per delle nuove Pippi Calzelunghe? Personaggi straordinari, certamente, ma protagoniste di un tempo ormai lontanissimo, nate dalla fantasia di donne vissute in un’ epoca in cui andare alla fiera in città era un evento e se lo si faceva occorreva indossare il vestito bello per poi, salite sul calesse far sventolare al vento il nastro del cappello nuovo.


Francamente non pensavo che simili storie potessero dire ancora qualcosa
e invece, le scrittrici Kelly e Murail, mi hanno dimostrato che sbagliavo.

Dalla loro fantasia nascono la piccola e risoluta Calpurnia Virginia Tate, la quale, se pur amata dai suoi famigliari, si trova a constatare quanto per lei si usi costantemente un altro peso e una diversa misura rispetto ai suoi sei fratelli. Da lei, nata in Texas alla fine dell’ottocento, ci si aspetta che sappia cucire, che suoni il pianoforte, come conviene ad una ragazza di tredici anni della buona borghesia e oltre a ciò che sappia intrattenere con garbo gli ospiti vivendo in trepidante attesa il debutto in società considerato da tutti, in particolar modo da sua madre, primo passo per un auspicabile buon matrimonio.


Da lei non ci si aspetta altro ne, tantomeno, che possa desiderare altro. 
Per lei il futuro è già scritto e comunque, come ha avuto modo di accorgersi in più occasioni, avrà tutto, ma sempre un po’ di meno dei maschi della sua famiglia..a cominciare dalla paghetta.

 

“Non sono intelligente quanto i miei fratelli? La risposta era no. No. Ero più intelligente. E dovevo aprirmi la strada da sola nel mondo l’avrei fatto. Avrei trovato il modo.”


Callie Vee, come sono soliti chiamarla, non è disposta a sottostare a certi stereotipi ne tantomeno ad aspettare il Principe Azzurro anzi dichiara:

 

“Avrei vissuto in una torre di libri. Avrei letto tutto il giorno mangiando pesche. E se qualche giovane cavaliere con l’armatura avesse osato passare sul suo bianco destriero e mi avesse implorato di calargli la treccia, lo avrei bersagliato di noccioli di pesca finché non se ne fosse andato a casa”

È una ragazzina curiosa che ama la natura, ha fame di scienza e di conoscenza e trova nel nonno, il Capitano Walter Tate, un grande amico, un alleato e un maestro. Da lui avrà rifugio e conforto ogni qualvolta ne sentirà bisogno ben consapevole di quanto quell’uomo sia ben diverso dall’immagine scorbutica e distante che tutti hanno, ma che solo a lei è stato concesso di sollevare quella scorza dura da militare e conoscere un cuore tenero pronto a dimostrale sempre di volerle un gran bene.

 

donne lettura

Da lui comprenderà l’importanza di annotare le sue osservazioni scientifiche e le sue domande, sentirà parlare de L’evoluzione delle specie di Darwin e nel corso delle loro quotidiane passeggiate verrà coinvolta in avventurose ricerche scientifiche.

Sarà lui ad iniziarla al mondo delle scienze, al metodo scientifico e alla capacità di osservare in silenzio i particolari della natura per poi ricavarne le leggi che la governano.

È proprio in questi mesi che la giovane Miss Tate cresce e spesso fra le lacrime e comprendendo di essere diversa sia per i modo con cui è continuamente trattata sia perché lei si sente diversa rispetto a quel destino che le è già stato cucito addosso: lei è di un’altra specie e per l’esattezza quella specie di donna che non si accontenta di avere come il fine ultimo “la sopravvivenza della specie.”


Se nel primo romanzo L’evoluzione di Calpurnia questo elemento di diversità è presente, diventa sempre più marcato in Il mondo curioso di Calpurnia dove la ragazzina, cresciuta in età, sente più opprimente i fatto di essere discriminata perché femmina.

 calpurnia

Tutti sottolineano questo fatto: i suoi fratelli nelle vicende quotidiane, la cuoca, i genitori e persino il nonno, considerato da lei un uomo aperto, ma deludente nel momento in cui lei esprime le proprie idee riguardo lo studio:

 

“Persino il nonno emerse dalle fantasticherie in cui di solito sprofondava durante i pasti e mi guardò con interesse. Babbo lanciò un’occhiata a Mamma, si schiarì la voce e disse. ‘Be’, Calpurnia forse riusciremo a mandarti all’università per, hmmm un anno. È abbastanza per prendere il diploma di maestra. Dovresti pensarci.’ Non potevo credere alle mie orecchie. Un anno. Non due”

Come detto prima, la ragazza avrà tutto ciò che desidera dalla sua famiglia … ma un po’ meno rispetto ai suoi fratelli. Calpurnia si chiede se sia giusto tutto questo

“Credete che io non sia abbastanza intelligente? È questo?”


D’innanzi a questa domanda diretta che richiedeva solo un sì o un no, gli adulti non rispondono, balbettano, farfugliano e poi quando si accorgono che la partita sta andando diversamente dalle loro aspettative usano l’arma segreta: la loro autorità fatta di sguardi fulminanti e di silenzi nei quali le parole della ragazzina sembrano cadere quasi fossero parole mai pronunciate. Tutti fanno così.

In entrambi i romanzi della Kelly è presente la festa di Capodanno segno del tempo che, seppur lentamente, scorre anche nel lontano stato del Texas e fra il tintinnio dei cristalli risuonano i buoni propositi per l’avvenire. Anche Callie avrà modo di esprimere i suoi desideri, ma se per il nuovo secolo la piccola si era riproposta di vedere la neve, l’anno successivo la sua volontà è assai più determinata ed esprime il fermo proponimento di andare all’università: “non per un anno solo. Ma per una laurea intera” Ci riuscirà?


Il sorriso bonario del nonno fa ben sperare. Noi ci auguriamo proprio di sì.

Miss Charity

Ci sono molti aspetti in comune fra questi romanzi e quello scritto da Marie-Aude Murail, tra le più importanti autrici di libri per ragazzi francesi, Miss Charity, in Italia edito da Giunti, è una storia eccezionale, che riporta i giovani lettori al fascino del romanzo ottocentesco in chiave moderna, un omaggio alla celebre scrittrice inglese Jane Austen e alle sue eroine.


Siamo proprio in Inghilterra, nella seconda metà dell’Ottocento e Charity Tiddler è una bambina della buona società vittoriana: vive in una casa enorme, ma tremendamente vuota, con una madre distante, un padre assente, due sorelle più piccole e la servitù. Charity è naturalmente curiosa, ama gli animali, conosce Shakespeare a memoria, produce dettagliatissimi disegni di animali e insetti, e desidera fortemente un microscopio.

La piccola non ha amici, perché a quell’epoca, una ragazzina di buona società cresceva in una sorta di isolamento e così la noia la spinge a vivere al terzo piano del suo palazzo, insieme alla servitù, allevando gli animali più bizzarri, lontano dagli occhi della madre e delle sue amiche dedite al pettegolezzo e alle attività parrocchiali.

La bambina è sveglia e cresce diventando una donna indipendente dall’intelligenza acuta e dall’ironia tagliente, ma i suoi sentimenti, i suoi desideri e le sue ambizioni sono del tutto inconsuete per il suo tempo: la sua voglia di libertà e la sua indipendenza di pensiero sono del tutto simili a quelle di una ragazza del nostro tempo.Tra funghi al microscopio, topi acrobati, letture appassionate e conigli che amano la matematica, Charity sovvertirà le regole della società frivola e snob in cui le è toccato vivere.

Il romanzo è chiaramente un omaggio dell’autrice alla figura di Beatrix Potter  famosa autrice ed illustratrice di albi per bambini vissuta tra la seconda metà del diciannovesimo secolo e la prima del ventesimo.Come lei anche Charity è ama il mondo, lo vuole conoscere anche e soprattutto attraverso la natura, ma è ostacolata da un’educazione che prevede una formazione casalinga, mirata a far di lei una brava padrona di casa e a renderla appetibili per proficui matrimoni.

Calpurnia e Charity sono personaggi di fantasia, è vero, ma nella loro storia si risente l’eco di molte altre Storie, veramente vissute, che con estrema fatica e dolore hanno tracciato il sentiero verso l’affermazione della donna nella società. La caparbietà di Calpurnia e l’orgoglio di Charity diventano perciò il simbolo di generazioni di ragazze che non hanno aspettato alla finestra l’arrivo del Principe Azzurro, ma hanno preso in mano la loro vita e ne hanno fatto un capolavoro. Avrebbero potuto scegliere un esistenza più semplice e convenzionale invece di combattere contro tutto e contro tutti, ma questo è qualche volta il prezzo che occorre pagare per realizzare i propri sogni.

Allora storie come queste non solo possono dire qualcosa, ma oserei dire che possono dire molto alle giovani lettrici che  si avvicinano a queste pubblicazioni e a loro auguro di non trascorrere la loro esistenza alla finestra aspettando il Principe, perché per quanto “bello biondo e di gentil aspetto” non sempre dimostra di essere ciò che promette, ma sappiano vivere, come Calpurnia e Charity, un’esistenza colma di passione, generosità e consapevoli delle proprie doti, costruiscano con le loro mani uno splendido e ineguagliabile capolavoro.

 

 

Sono nata a Sanremo dove vivo con la mia famiglia e da quasi vent'anni insegno nella scuola media. Mi sono laureata nel 1995 in letteratura contemporanea con il Prof. Pino Boero con una tesi sul romanzo formativo nell'Italia postunitaria e da allora mi interesso di letteratura per l'infanzia e promozione e animazione alla lettura attività che svolgo costantemente nella mia scuola.

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