Come parlare di diversità con i libri!

in Sentieri tra i banchi by
6 storie per parlare in modo originale e divertente di diversità con le bambine e i bambini della scuola primaria

Un toro, un lupo, una capretta e un cane, ma anche una bambina fatta di burro e una fatta di carta, senza dimenticare le ragazze e i ragazzi della III C. Sono questi i protagonisti delle 6 storie che possiamo leggere in classe per affrontare in modo originale – e anche divertente – il tema della diversità.

Perché portare in classe questo tema?

La risposta è semplice: troppo spesso si tende a creare modelli, e quindi a omologare, a uniformare i gusti, i desideri. Così le diversità divengono qualcosa da allontanare, da coprire, nascondere, o addirittura di cui vergognarsi.

Il messaggio che passa alle bambine e ai bambini è chiaro: abituate i vostri occhi a riconoscere le somiglianze, cercate di essere il più possibile simili tra di voi.

Eppure, credo che i più piccoli debbano compiere il percorso inverso, che i loro occhi – più che le somiglianze – debbano formarsi a riconoscere le diversità, fisiche e caratteriali.

Perché imparare a cogliere le diversità è l’unico modo per comprendere meglio non solo il mondo intorno a noi, ma anche e soprattutto noi stessi. È un viaggio, che ci porta a riconoscere l’unicità di ognuno, ma anche l’unico modo per fare nascere conoscenza e rispetto.

«Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi», diceva Proust.

Che buffo, sembra di parlare della biodiversità. Ma non dobbiamo dimenticare che biodiversità significa ricchezza, perché è grazie a lei che un ecosistema è più forte. E questo, ne sono convinto, vale anche quando l’ecosistema di cui stiamo parlando è una classe.

Non a caso, prima, ho usato il verbo imparare – imparare a cogliere le somiglianze. Il motivo? Perché non è una cosa innata.

E come avviene per tanti altri valori, come la gentilezza, anche il riconoscimento e l’accoglienza delle diversità passano attraverso un’abitudine.

L’abitudine a saper vedere ciò che è differente, lontano, straordinario; e poi a comprenderlo, avvicinarlo e scoprirlo per quello che è; e infine a farlo entrare nella nostra realtà.

Ecco, questo è l’unico percorso per combattere il razzismo e la paura dell’altro, per far nascere nelle classi il rispetto e l’accoglienza.

Chi può aiutarci in questo viaggio? Un libro, naturalmente. Perché nessuno è più diverso, lontano e straordinario di un libro. Ecco allora 6 letture da fare in classe, per avvicinare i più piccoli a riconoscere la loro unicità, e a darle valore.

Per il primo ciclo della primaria:

Munro Leaf, La storia del toro Ferdinando, Fabbri 2017. La favola di Ferdinando, il giovane toro che preferisce il profumo di un fiore alla violenza della corrida. Un libro messo al bando nella Spagna di Franco e nella Germania di Hitler, che ha conquistato negli anni i cuori di grandi e piccini.

Yuichi Kimura, In una notte di temporale, Salani 2017. Il racconto di una sorprendente amicizia. Un lupo e una capretta si rifugiano in una capanna abbandonata. La tempesta infuria, la pioggia scroscia e il buio è totale: nasce così un’amicizia unica che dovrà resistere a mille avversità.

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Beatrice Masini, La bambina di burro e altre storie di bambini strani, Einaudi 2016. La bambina di burro che non può uscire perché rischia di sciogliersi, il bambino di carta che tende a volar via. Storie di bambini fuori dal comune, fatti di materiali poco bambineschi, che trovano sempre un modo brillante per essere se stessi.

Per il secondo ciclo della primaria:

Elisabetta Gnone, Olga di carta, Salani 2018. Olga Papel ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d’aver vissuto. Finché un giorno, decide di raccontare la storia della bambina di carta che lasciò il suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di diventare una bambina di carne e ossa.

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Fabio Leocata, Anna & Bibo. Un cucciolo da salvare, Bookabook 2021. Bibo è un cucciolo goffo, ha la forma di un salsicciotto ed è una vera peste. Così la famiglia Secchielli lo porta a scuola di buone maniere, nel prestigioso Istituto Svizzero per Cani. Una divertente storia sul valore dell’amicizia e sulla diversità.

Sabrina Rondinelli, Più unici che rari, Librì Progetti Educativi 2019. Le ragazze e i ragazzi della III C insieme parlano, scherzano, litigano, a volte soffrono, ma si sostengono e si vogliono bene. Una storia a più voci, in cui sarà proprio la diversità a trasformarsi in una ricchezza per il gruppo intero.

Laureato in Lettere antiche, indirizzo Archeologico, consegue l’attestato biennale in sceneggiatura cinematografica presso la Scuola Immagina di Cinema. Dal 2003 al 2016 è redattore e copywriter per Giunti Progetti Educativi, dove si occupa di divulgazione scientifica. Dal 2017 è responsabile di redazione per Librì Progetti Educativi. Autore di libri e racconti per ragazzi e adulti – per cui riceve il fiorino d’oro al Premio Firenze 2018 – tra i suoi titoli ricordiamo Amici per sempre (Giunti, 2009), Hänsel e Gretel (Fondazione Opera di Firenze, 2015) e La gentilezza vola lontano (Librì, 2019). L’indirizzo del mio blog “Il tagliatore di testi” è: https://fabioleocatablog.wordpress.com/

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