didattica straniera

Lingua straniera: qual è l’età giusta per iniziare ad impararla?

in Approcci Educativi by

I benefici e le controindicazioni nell’apprendimento di una lingua straniera entro i 10 anni: 4 chiacchiere con Victoria DeBlassie, insegnante al British Institutes Firenze.

Vi siete mai chiesti quale sia, per un bambino, l’età giusta per cominciare a studiare una lingua straniera? Possono essere tanti, infatti, i dubbi e le domande all’orizzonte:

  • Se è troppo piccolo, c’è il rischio di creargli qualche problema nell’acquisizione della lingua madre?
  • E se invece fosse troppo tardi?
  • Quali sono le modalità migliori per invogliarlo?
  • È meglio approcciarsi alla lingua da solo o in compagnia di altri bambini?

Quel che è certo è che per i bambini, imparare una lingua straniera, è sempre una bella esperienza che può trasformarsi in qualcosa di utile per la crescita!

L’inglese nelle sue variazioni rimane la più utile e, dunque, la più studiata. Anche in Italia! Lingua internazionale per eccellenza, l’inglese è la lingua del web, del commercio e del mondo scientifico, utile per viaggiare e per comunicare.

Parlando di bambini e ragazzi, quando e in che modo è meglio cominciare?

Per rispondere a queste domande, abbiamo contattato Victoria DeBlassie, insegnante al British Institutes Firenze, alla British School Pisa e all’American Culture Center of Florence. Dopo aver conseguito il MFA in Fine Arts al California College of the Arts di San Francisco, Victoria collabora qui in Italia con molte scuole di ogni ordine e grado, organizzando inoltre laboratori d’arte per bambini e ragazzi.

Grazie di essere con noi! Subito la domanda che tutti gli adulti si pongono: qual è – se esiste… – il momento giusto per avvicinarsi alla lingua inglese?

La risposta è semplice: il prima possibile! In questo modo i bambini possono sviluppare meglio l’orecchio alla lingua inglese e ai suoi suoni. Per farlo, si può anche semplicemente guardare cartoni animati o ascoltare le canzoni in inglese. Tutto questo aiuta i più piccoli a familiarizzare con la lingua, così per loro, crescendo, sarà più facile impararla. Se poi un bambino ha la fortuna di avere una tata madrelingua inglese con cui poter parlare solamente in inglese, allora è ancora più avvantaggiato.

Quali sono, in base all’età, le modalità migliori per avvicinare un bambino allo studio della lingua inglese?

Per avere successo con i più piccoli è importante insegnare inglese svolgendo attività divertenti e coinvolgenti. Per esempio, ho notato che ai bambini piacciono moltissimo le attività didattiche che comprendono lo sport, l’arte, il teatro. In queste settimane sto collaborando con il British Institutes Firenze per dei campi estivi e abbiamo organizzato la “Superhero week”: stiamo studiando tutte le mosse dei supereroi in inglese, le loro armi e i loro segreti, che io naturalmente spiego in lingua. I bambini sono strafelici e stanno imparando la lingua in modo attivo. È anche un modo per aiutarli a tirare fuori le loro emozioni, tutti insieme, dopo questo lungo periodo di lockdown. 

Conoscendo da vicino la scuola italiana per le tue collaborazioni, come potrebbe migliore l’insegnamento della lingua inglese nei vari ordini e gradi?

Se devo essere sincera, penso che nelle scuole italiane – dalla primaria fino alla secondaria di II grado – ci dovrebbero essere sempre insegnanti madrelingua oppure docenti che hanno un livello almeno C2. Molto spesso infatti, quando aiuto i ragazzi nei compiti e leggo i loro appunti o quello che hanno fatto a scuola, trovo delle frasi e delle costruzioni sbagliate. Così devo correggere gli errori fatti dall’insegnante e spiegare ai ragazzi qual è la forma corretta in inglese. Inoltre, secondo me, la scuola italiana dovrebbe dedicare più tempo all’insegnamento della lingua inglese, magari organizzando dei corsi in più dedicati solo alla conversazione; uno dei problemi è proprio questo, si parla troppo poco in inglese.

Sappiamo che ti occupi di arte da molto tempo! Svolgere con i bambini laboratori artistici è un modo per aiutarli ad apprendere la lingua?

Ma certo! Durante i campi estivi, organizzo dei piccoli workshop d’arte per aiutare i bambini a imparare l’inglese in modo più divertente. Per esempio, proprio durante la settimana dei supereroi di cui ti ho parlato, sto insegnando ai bambini a fare l’intreccio, grazie al quale realizzeranno i mantelli dei supereroi che hanno inventato. In questo modo contemporaneamente possono imparare l’imperativo, dei nuovi vocaboli che si utilizzano nell’arte dell’intreccio, il present continuous per spiegare cosa stiamo facendo in questo momento, e possiamo anche ripassare i colori! È veramente un piacere fare questi laboratori perché si vede chiaramente che i bambini si stanno divertendo molto e contemporaneamente stanno anche imparando tanto!

Approfondimenti

Per leggere insieme la riduzione di alcune belle storie in inglese, potete scegliere uno dei titoli della Black Cat – Cideb, come:

Peter Pan

The secret Garden

Oliver Twist

Un libro con tanti giochi per arricchire il lessico dei più piccoli

Un volume per creare dei lapbook (libri attivi) e sviluppare il lessico dei bambini, con la tecnica del learning by doing

Foto di copertina by Ivan Shilov on Unsplash

Lingua straniera per bambini: quando cominciare

in Attività di classe by
L’apprendimento di una lingua straniera entro i 10 anni: benefici e controindicazioni.

Qual è per un bambino l’età giusta per cominciare a studiare una lingua straniera? Se è troppo piccolo, c’è il rischio di creargli qualche problema nell’acquisizione della lingua madre? E se poi fosse troppo tardi? Quali sono le modalità migliori per invogliarlo? È meglio approcciarsi alla lingua da solo o in compagnia di altri bambini? Sono tante le domande che un adulto si può porre quando si tratta di avvicinare i più piccoli allo studio di una lingua straniera. Di sicuro, per i bambini è sempre una bella esperienza che può trasformarsi in qualcosa di utile per la crescita.

L’inglese nelle sue variazioni rimane la più utile e, dunque, la più studiata. Anche nel nostro paese! Lingua internazionale per eccellenza, l’inglese è la lingua del web, del commercio e del mondo scientifico, utile per viaggiare e per comunicare.

Parlando di bambini e ragazzi, quando e in che modo è meglio cominciare? Per rispondere a queste domande, abbiamo contattato Victoria DeBlassie, insegnante al British Institutes Firenze, alla British School Pisa e all’American Culture Center of Florence. Dopo aver conseguito il MFA in Fine Arts al California College of the Arts di San Francisco, Victoria collabora qui in Italia con molte scuole di ogni ordine e grado, organizzando inoltre laboratori d’arte per bambini e ragazzi.

Grazie di essere con noi! Subito la domanda che tutti gli adulti si pongono: qual è – se esiste… – il momento giusto per avvicinarsi alla lingua inglese?

La risposta è semplice: il prima possibile! In questo modo i bambini possono sviluppare meglio l’orecchio alla lingua inglese e ai suoi suoni. Per farlo, si può anche semplicemente guardare cartoni animati o ascoltare le canzoni in inglese. Tutto questo aiuta i più piccoli a familiarizzare con la lingua, così per loro, crescendo, sarà più facile impararla. Se poi un bambino ha la fortuna di avere una tata madrelingua inglese con cui poter parlare solamente in inglese, allora è ancora più avvantaggiato.

Quali sono, in base all’età, le modalità migliori per avvicinare un bambino allo studio della lingua inglese?

Per avere successo con i più piccoli è importante insegnare inglese svolgendo attività divertenti e coinvolgenti. Per esempio, ho notato che ai bambini piacciono moltissimo le attività didattiche che comprendono lo sport, l’arte, il teatro. In queste settimane sto collaborando con il British Institutes Firenze per dei campi estivi e abbiamo organizzato la “Superhero week”: stiamo studiando tutte le mosse dei supereroi in inglese, le loro armi e i loro segreti, che io naturalmente spiego in lingua. I bambini sono strafelici e stanno imparando la lingua in modo attivo. È anche un modo per aiutarli a tirare fuori le loro emozioni, tutti insieme, dopo questo lungo periodo di lockdown. 

Conoscendo da vicino la scuola italiana per le tue collaborazioni, come potrebbe migliore l’insegnamento della lingua inglese nei vari ordini e gradi?

Se devo essere sincera, penso che nelle scuole italiane – dalla primaria fino alla secondaria di II grado – ci dovrebbero essere sempre insegnanti madrelingua oppure docenti che hanno un livello almeno C2. Molto spesso infatti, quando aiuto i ragazzi nei compiti e leggo i loro appunti o quello che hanno fatto a scuola, trovo delle frasi e delle costruzioni sbagliate. Così devo correggere gli errori fatti dall’insegnante e spiegare ai ragazzi qual è la forma corretta in inglese. Inoltre, secondo me, la scuola italiana dovrebbe dedicare più tempo all’insegnamento della lingua inglese, magari organizzando dei corsi in più dedicati solo alla conversazione; uno dei problemi è proprio questo, si parla troppo poco in inglese.

Sappiamo che ti occupi di arte da molto tempo! Svolgere con i bambini laboratori artistici è un modo per aiutarli ad apprendere la lingua?

Ma certo! Durante i campi estivi, organizzo dei piccoli workshop d’arte per aiutare i bambini a imparare l’inglese in modo più divertente. Per esempio, proprio durante la settimana dei supereroi di cui ti ho parlato, sto insegnando ai bambini a fare l’intreccio, grazie al quale realizzeranno i mantelli dei supereroi che hanno inventato. In questo modo contemporaneamente possono imparare l’imperativo, dei nuovi vocaboli che si utilizzano nell’arte dell’intreccio, il present continuous per spiegare cosa stiamo facendo in questo momento, e possiamo anche ripassare i colori! È veramente un piacere fare questi laboratori perché si vede chiaramente che i bambini si stanno divertendo molto e contemporaneamente stanno anche imparando tanto!

Grazie per le tue risposte e buon lavoro!

Approfondimenti

Per leggere insieme la riduzione di alcune belle storie in inglese, potete scegliere uno dei titoli della Black Cat – Cideb, come:

Peter Pan

The secret Garden

Oliver Twist

Un libro con tanti giochi per arricchire il lessico dei più piccoli

Un volume per creare dei lapbook (libri attivi) e sviluppare il lessico dei bambini, con la tecnica del learning by doing

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