natale

Auguri di buon Natale… con le rime di Maria Loretta Giraldo

in Redazione Aperta by
Librì Progetti Educativi vuole augurare un sereno Natale a tutti i lettori di Occhiovolante con un’inedita filastrocca di Maria Loretta Giraldo.

Dunque, auguri alle insegnanti e agli insegnanti, auguri alle ragazze e ai ragazzi, auguri alle bambini e ai bambini, auguri alle famiglie… e a tutti quelli che ogni giorno si impegnano per rendere migliore la nostra scuola.

25 DICEMBRE 2020
di Maria Loretta Giraldo

In questo giorno,
ognuno lo sa,
verrà Natale
e ci porterà
magi, capanne,
stelle comete,
tante lucine
appese all’abete…

…E un vecchio Babbo
con tanti doni
per i bambini
che son stati buoni.

Però quest’anno,
Babbo Natale,
ti prego, scendi
in ogni ospedale,
va’ silenzioso
di stanza in stanza
col sacco pieno
di gioia e speranza,
mettine tanta
in ogni pacchetto,
che ognuno la trovi
ai piedi del letto.

Qui trovate il nostro calendario 2021: https://bit.ly/CalendarioLibrì2021

11 giochi di Natale per passare le feste in famiglia

in Zigzag in rete by
La top 11 di giochi di Natale della redazione di Librì-Occhiovolante per passare i giorni di festa in appassionati e accaniti confronti e giochi di società. 

Abbiamo chiesto a tutta la redazione di segnalare dei giochi di Natale per passare le feste in famiglia… ed ecco qui la nostra classifica!

Lucrezia propone: Cranium

Mi piace perché si gioca divisi in squadre. Ci sono vari giochi in cui ci si sfida: gioco di parole, schizzi a mano libera, attività di investigazione“.
Lo trovate qui!

Cristina propone: Il gioco dell’oca

Semplice e adatto a tutti, anche bambini molto piccoli. Un gioco  che in maniera leggera e metaforica parla di vita, morte e fortuna…
Bellissima la versione totalmente vintage con illustrazioni raffinate e le ochette segnaposto di metallo smaltato (quella blu è per me!)
Lo trovate qui!

Lorenzo propone: Scotland Yard

Una caccia all’uomo appassionante nelle strade di Londra. Questo gioco mi è sempre piaciuto perché si gioca “uno-contro tutti”. A turno si sceglie chi sarà “Mister X” che tenterà di sfuggire alla cattura muovendosi con tutti i mezzi di trasporto londinesi dalla mitica Subway agli autobus a due piani ai caratteristici taxi londinesi. Allo stesso modo tutti gli altri giocatori si muoveranno nella città cercando di bloccarlo e smascherarlo. L’altro aspetto che mi piace molto è la necessità di fare “gioco di squadra” per riuscire a vincere e catturare Mister X”.
Lo trovate qui!

Per chi volesse aggiungere un pizzico di esotismo c’è la versione ambientata a Venezia. Fra calli, ponti  canali, catturare Mister X sarà ancora più appassionante.

Carlo propone: Trivial

Solo per chi come me 😉 possiede una cultura enciclopedica e una passione per la competizione”.
Lo trovate qui!

Katty propone: Il gioco della vita

“Mi piace e soprattutto è piaciuto tantissimo ai miei bambini perché è semplice, è una metafora della vita, e perché per vincere bisogna adottare dei cuccioli (cosa che nella vita reale non posso fare!)”.
Lo trovate qui!

Michele propone: Puerto Rico

“Se vogliamo uscire dai soliti giochi da tavolo (risiko, gioco dell’oca, monopoly, etc.) e affacciarci sul complesso mondo dei Boardgame “alternativi”, che poi tanto alternativi non sono, consiglio Puerto Rico. Gioco di impostazione tedesca, cioè dove tendenzialmente il caso è quasi del tutto assente, in cui ogni giocatore si trova a gestire una colonia caraibica. Ogni turno dovrà scegliere un ruolo diverso, che permette di fare azioni diverse, con il fine di sviluppare la propria colonia e spedire merci alla madrepatria; tutte azioni che permettono di ottenere punti per vincere la partita”.
Lo trovate qui!

Marta propone: Taboo

“Mi piace perchè sembra un gioco un po’ intellettuale sul trovare sinonimi e parafrasi … ma si trasforma in un attimo in un delirio caciarone!”.
Lo trovate qui!

Arianna propone: Concept

“Insieme a MonopolY… i grandi classici delle risse familiari delle feste”.
Lo trovate qui!

Irene propone: Twister

“Purtroppo non ho più l’elasticità di una volta ma consiglio senz’altro il tappetino di Twister. Un gioco ginnico (aerobico e contorsionistico) ideale a Natale… per digerire il panettone”.
Lo trovate qui!

Roberta propone: Saltinmente

“Mi piace perché mi riporta alle ore di supplenza in cui di nascosto giocavamo a “Nomi-Cose-Città”.
Lo trovate qui!

Fabio propone: Cluedo

“Atmosfera inglese per un altro classico gioco per 3-6 giocatori. Dove è avvenuto il delitto, con quale arma e soprattutto, chi è l’assassino?  Con Cluedo viene riproposto in forma di gioco un classico della letteratura poliziesca: il “mistero della camera chiusa“ che i maestri  E. A. Poe e Agatha Christie hanno esplorato in maniera virtuosistica nei loro romanzi. Cluedo mi piace perché permette di immedesimarsi in uno dei sei protagonisti del gioco e immergersi nella atmosfere del giallo per scoprire l’unica soluzione corretta fra le 46.656 combinazioni che il gioco consente ogni volta”.
Lo trovate qui!

“Per chi come me avesse amato le vicende narrate dalla serie TV “Downton Abbey” potrà davvero divertirsi  con Cluedo Downton Abbey Edition, immedesimandosi nei personaggi come Lord Grantham, Lady Mary, Tom Branson… alla ricerca di un prezioso oggetto scomparso dalla villa”.
Lo trovate qui!

Lettera, busta e francobollo: Natale si avvicina

in Attività in classe by
Una risposta all’abbuffata di DAD: una divertente e semplice attività da proporre per Natale per riscoprire il valore di inviare e ricevere una lettera

Natale si avvicina e – malgrado la difficile situazione che la scuola sta vivendo a causa dell’emergenza legata alla pandemia – si avvicina anche il momento in cui possiamo ritrovare gli affetti più cari. Quest’anno è stato caratterizzato dalla lontananza, a causa dei conseguenti lockdown. La lontananza dalle persone a cui vogliamo bene, dai parenti e dagli amici; la lontananza dai luoghi che frequentiamo abitualmente, dalla classe e dai giardini.

Scriviamo una lettera!

Ecco allora una semplice attività di scrittura per prepararsi nel migliore dei modi all’arrivo delle feste natalizie, e far scoprire ai più piccoli la bellezza di scrivere e ricevere una lettera da una persona cara.

Diciamo subito agli studenti che quest’anno, per Natale, ognuno di loro avrà il compito di scrivere una lettera a una persona. Probabilmente nessun bambino delle nuove generazioni ne ha mai scritta o ricevuta una, e non hanno mai avuto uno scambio epistolare. La comunicazione scritta passa ormai attraverso i social o la posta elettronica. Ma vogliamo mettere la gioia e il mistero di ricevere una comunicazione personale che ha la consistenza, la fisicità e forse anche il profumo della persona cara che ce l’ha inviata?

Un gesto che parla di “noi”

Questa, quindi, è anche un’occasione per scoprire ed esplorare un genere che ha accompagnato grandi e piccoli per secoli, e che nel tempo ha ispirato romanzi e racconti. I più piccoli scopriranno che scrivere una lettera non è come mandare un messaggio, ma è un gesto che ci porta a parlare di noi stessi, a ordinare degli eventi, a dare un punto di vista. Per questo motivo, l’attività qui proposta può essere utilizzata come risorsa per il programma di Italiano.

Non dobbiamo inoltre dimenticare che imparare a scrivere una lettera è stato per molto tempo, fino agli anni Settanta del secolo scorso, una delle competenze che dovevano raggiungere gli scolari alle elementari. I vecchi sussidiarsi sono infatti pieni di esempli epistolari che, se possibile, sarebbe bello condividere con i bambini.

Se questa attività vi piace e la proporrete in classe fatecelo sapere!
Aggiungete un cuore alla mappa della posta di Natale!

Adesso prendiamo carta e penna

Prima di cominciare, ogni studente deve pensare alla (o alle) persona cara a cui indirizzare la propria lettera, che potrà essere un nonno, una zia o un cugino. Una volta fatta la scelta, sarà necessario avvertire questa persona dicendole che per le feste riceverà una lettera, e che a sua volta avrà il compito di scriverne una di risposta. In questo modo, il giorno di Natale, ogni bambina e bambino non avrà solo donato la sua lettera, ma ne avrà ricevuta almeno una tutta per sé da leggere!

Per quanto riguarda la stesura della lettera, spieghiamo agli studenti che si comincia sempre con l’indicazione del luogo in cui è stata scritta (cioè la città o il paese) accompagnata dalla data, da posizione in alto a destra; che è gentile informarsi su come sta il nostro amico di penna; che possiamo raccontare quello che abbiamo fatto, come un fatto divertente o un avvenimento emozionante; che ogni lettera si chiude con i saluti e la firma.

Se vedete che l’argomento interessa i bambini, potete consigliare delle letture di romanzi epistolari adatti alla loro età, da leggere proprio per le vacanze natalizie. Ecco alcuni esempi:

– Il classico di Jean Webster, Papà Gambalunga, che racconta la storia di una bambina orfana e del suo misterioso benefattore.

– Il romanzo di Emanuela Nava, Coccodrilli a colazione che racconta la corrispondenza tra una bambina italiana e un bambino africano.

– Il romanzo di Christine Nöstlinger, Cara Susi, caro Paul, che raccoglie le lettere di due amici lontani.

Il Natale HA più voci: laboratorio di scrittura

in Approcci educativi/Attività in classe by
Cinzia Sorvillo ci racconta un laboratorio di scrittura creativa per una classe III della scuola media.

Parlando di scrittura creativa ci si domanda: come nasce un racconto polifonico? A volte in maniera casuale, inaspettata, non PROGRAMMATA; basta sapersi porre con spirito entusiasta  e costruttivo di fronte all’imprevedibile e all’inatteso che una classe e una lettura portano necessariamente con sé.

C’è stato un periodo in cui nella mia scuola abbiamo fatto i turni pomeridiani.  Il giorno in cui è questo racconto ha fatalmente preso vita erano le cinque del pomeriggio. Dalla finestra entrava il buio dei pomeriggi invernali e da lontano vedevamo accendersi le prime luci di case addobbate per il Natale.

Io e i miei alunni in quei giorni stavamo studiando il RACCONTO BREVE e insieme, sfogliano il nostro libro di antologia, ci siamo fermati sul celebre testo di Paul Auster, Il racconto di Natale di Auggie Wren.

Come noto, questo testo è un esempio di racconto nel racconto.

Protagonisti sono Paul Benjamin, il quale deve scrivere un racconto per il ‘New York Time’ e l’amico Auggie Wren, che si offre di raccontargli la miglior storia di Natale mai sentita. Una storia che da un lato mette in risalto l’intensa storia d’amicizia tra lo scrittore e il tabaccaio fotografo Auggie, dall’altro ci propone un racconto in cui prorompe la fatalità della vita, quella “musica del caso” che ritma in maniera inconfondibile le pagine di Auster.

In questo racconto nel racconto una coincidenza prende la forma di un incontro che trasforma la vita del protagonista: un incontro natalizio, casuale e inaspettato, che genera un cambiamento (in questo caso positivo).

Al termine della lettura, ho proposto così ai miei ragazzi di inventare una storia tutti insieme, partendo da un mio input e poi proseguendo la storia uno alla volta, a turno. Un laboratorio di scrittura creativa!

Ovviamente loro hanno accettato, come sempre, con entusiasmo. Il mio input è stato:

il protagonista è un maschio, è seduto al tavolo di un bar di un quartiere malfamato di New York e, per caso, incontra un altro ragazzo che gli cambierà il Natale.

I ragazzi hanno cominciato così a immaginare una storia.

 Io ho dato la parola in base a come si alzavano le mani e ho annotato su un quadernetto il racconto che stava venendo fuori. Purtroppo il suono della campanella ha interrotto la storia a metà, quindi ho proposto ai miei alunni di inventare dei finali singoli e di mandarmeli via mail.

È così che quindi, proprio perché ogni persona ha la sua voce e la sua storia, ognuno ha inventato il suo finale.

A me poi l’onere della selezione dei finali, che ho scelto solo in base a dei criteri di coesione e coerenza testuale e non di contenuto. Alla fine ho inserito il testo e alcuni finali sulla piattaforma gratuita SparkPage, che in questa classe ho insegnato a utilizzare per presentazioni di progetti e lavori di Storia.

Ne è uscita fuori una bella storia e nonostante i quattro finali proposti siano diversi, c’è un fil rouge che li accomuna. I ragazzi hanno immaginato:

  • una figura genitoriale che non ascolta la voce del figlio e la sua specificità altra da quello che l’adulto  vuole,
  • la solitudine del non essere ascoltati,
  •  la possibilità dell’incontro positivo, dell’incontro che offre una possibilità di cambiamento. 

Nella speranza che ognuno possa aprire e non chiudere lo sguardo agli incontri, auguro a tutti buon Natale con “Un incontro di Natale a New York”.

“Klaus – I segreti del Natale” il nuovo film di Sergio Pablos su Netflix.

in Pensare con gli occhi by
Carlo Ridolfi ci racconta “KLAUS – I SEGRETI DEL NATALE” il nuovo film di Sergio Pablos disponibile su Netflix.

(Spagna, 2019)
Regìa: Sergio Pablos
Soggetto: Sergio Pablos
Sceneggiatura: Zach Lewis, Jim Mahoney
Musica: Alfonso G. Aguilar

Distribuzione: Netflix
Animazione
Durata: 96’

“Perché hai scelto di fare la maestra, se non per cambiare le cose?”, chiede ad un certo punto della storia il protagonista Jesper (voce italiana: Marco Mengoni) alla giovane Alva (voce: Ambra Angiolini), che sembra aver rinunciato ai suoi obiettivi e ai suoi sogni.

Domanda bellissima, in un film – uno dei tanti bei prodotti, distribuiti da Netflix – che risulta essere una vera e piacevolissima sorpresa.

L’idea parte da Sergio Pablos, già attivo in alcuni classici film del periodo Disney anni Novanta, che dopo aver costituito una sua società di produzione a Madrid ha immaginato e realizzato un film di animazione classica su Netflix. Ovvero a disegni, con il supporto non invasivo ma decisamente importante delle tecniche digitali.

Rischiare con un film sul Natale poteva essere impresa da far tremare i polsi, perché produzioni sul tema ne esistono millanta, raramente di primissimo livello.

Impresa riuscita (quasi alla perfezione, a parere di chi scrive, perché c’è un lato debole rappresentato da una colonna musicale e da alcune canzoni un po’ stucchevoli), tanto da rendere Klaus un piccolo gioiello davvero da non perdere.

La trama

Jesper è figlio scioperato di un papà che è altissimo dirigente della Reale Accademia Postale di un paese del Nord Europa.

Dopo una serie di insuccessi professionali e caratteriali, il padre lo spedisce in un remotissimo villaggio sull’ancor più lontana isola di Smmerebsburg, quasi al Circolo Polare Artico.

Vincolandolo a garantire da lì l’invio di almeno 6.000 lettere in un anno, pena l’esilio perpetuo.

Arrivato all’isola il giovane si rende conto della quasi impossibilità di riuscita, visto che gli abitanti sono talmente impegnati in una perenne faida gli uni contro gli altri.

Tanto da non aver neanche il tempo e la voglia di mandare i loro figli a scuola. (Di qui le difficoltà dell’aspirante maestra Alva, che si è ridotta a fare la pescivendola per sbarcare il lunario). L’incontro fortuito con l’anziano boscaiolo Klaus (voce: Francesco Pannofino) cambierà la sorte di Jesper, di Alva e di tutti gli abitanti del villaggio sull’isola. Grazie alla bella sceneggiatura di Zach Lewis e Jim Mahoney, il soggetto originale di Sergio Pablos si sviluppa con una serie di soluzioni originali, che attraversano molti registri narrativi – dal fiabesco al malinconico, dal poetico al fantastico, dal comico al sociologico – con un equilibrio nella miscela di divertimento e riflessione davvero rari di questi tempi.

Un film Netflix per famiglie

Si tratta, come sempre accade in questi casi, del miglior esempio di film “per famiglie”, intendendo con ciò una produzione che può esser vista da grandi e piccoli di ogni età, proprio perché ciascuno di noi – genitori, bambini, adulti, insegnanti, nonne etc. – ci potrebbe trovare qualche spunto di pensiero, molto divertimento e non poca commozione che tocca le corde più profonde dell’anima.

Se la prova della validità di una storia – sia essa per parola scritta o per suoni e immagini in movimento – sta nella maturazione che, seguendo le vicende raccontate, produce sia nei protagonisti delle stesse che in chi vi assiste, Klaus è un ottimo esempio di storia più che valida.

Non troviamo qui, per fortuna, nessuno degli stereotipi troppe volte riproposti sulle origini della leggenda di Babbo Natale. Ma una trattazione intelligente, e rispettosa dell’intelligenza anche degli spettatori più piccoli, di uno sviluppo di relazioni sociali che può diventare fonte di grandi e positive trasformazioni.

La presenza nella storia e nella splendida realizzazione visiva della popolazione Sami (o Lappone) aggiunge ricchezza antropologica e culturale.

I buoni sentimenti che vediamo crescere non sono la melassa spesso indigeribile, che viene proposta sotto le feste, ma il prodotto di un processo di crescita e maturazione di tutti coloro che vengono inseriti nella vicenda.

Cambiano le cose in meglio grazie alla consapevolezza di tutti: quale miglior augurio per il Natale?

A Natale giochi “anche” per la classe

in Giochi senza frontiere didattiche by
Giovanni Lumini ci suggerisce alcuni giochi per la ludoteca di classe da mettere sotto l’albero di Natale.

Si possono regalare giochi anche alla propria classe o – follia! – decidere di “investire” parte della cassa scolastica per l’acquisto di giochi da tavolo.

Capisco che è una cosa rivoluzionaria, ma, se mi avete seguito fin qui, la proposta non è così sconvolgente, ma è funzionale allo sviluppo di relazioni positive fra i bambini e le bambine, fra le ragazze e i ragazzi, fra insegnanti e studenti.

Su quest’ultimo punto faccio una chiosa: sarebbe importante che una volta deciso di regalare o regalarsi i giochi, a questi giochi non partecipino solo gli alunni, ma che le/gli insegnanti, in prima persona. Che, oltre a dare una mano nella comprensione delle regole, si inserissero fisicamente nei gruppi di gioco, testimoniando così la “serietà” (nessuna ironia: le virgolette servono in questo caso per evidenziare) dell’operazione “ludoteca di classe”. Le/Gli insegnanti credono che il gioco da tavolo portato a scuola sia uno straordinario elemento di coesione, condivisione, crescita e come tale anch’essi sono pienamente coinvolti nel loro uso.

Sotto l’albero della propria classe quindi vi suggerisco di mettere alcune novità, giochi usciti quest’anno, piuttosto che i classici irrinunciabili di alcuni dei quali ho parlato negli articoli precedenti (e.g. Dixit, Kaleidos, Concept, Il Frutteto).

Per i piccoli suggerisco MONSIEUR CAROUSEL (Ed. ManCalamaro)

Un gioco collaborativo dai quattro anni in su, nel quale dobbiamo far andare sulla giostra tutti i bambini e le bambine, prima che la pioggia rovini la giornata.

Come si vede da questa presentazione video in francese, il gioco è immediato e i componenti sono fantastici, con una meravigliosa giostra in legno che gira, gira, gira…

Il gioco in sé è comunque impegnativo e, essendo un collaborativo, stimola la condivisione della memoria comune.

Per la scuola primaria (anche le prime classi) SPEED COLORS (Ed. DVGiochi)

Un gioco in cui si mette alla prova la propria memoria visiva, cercando nello stesso tempo di essere precisi. Ognuno ha una carta con un disegno colorato in sei colori per sei spazi: si dà il via al gioco e ogni partecipante, quando crede di aver ben memorizzato i colori, girerà la carta senza poterla più guardare. Sul retro c’è lo stesso disegno ma in bianco e nero. Rapidamente bisogna prendere i pennarelli e colorare, in maniera precisa, gli spazi secondo quanto ci ricordiamo. Le carte sono lisce e i pennarelli cancellabili. Gioco frenetico ma che presuppone attenzione perché gli spazi colorati male o incompleti non concorreranno al punteggio.

Uno straordinario gioco, ottimo sia per la scuola primaria che per la scuola secondaria, è SIMILO (Ed. Horrible Guild )

Un gioco collaborativo nel quale dobbiamo cercare di far indovinare agli altri un personaggio delle fiabe oppure storico, a seconda dell’edizione che scegliamo.

La modalità è semplice: sistemiamo dodici carte-personaggio in una griglia e chi conduce sa quale è il personaggio da far indovinare. Ad ogni step verrà dato un indizio proponendo un altro personaggio fra ulteriori cinque che si hanno in mano. La logica è: se il personaggio-indizio è simile lo sistemiamo in verticale; se non è simile in orizzontale. A questo punto tutti gli altri discutono su quali personaggi eliminare, pur senza sapere per quale motivo chi conduce ritiene un personaggio simile o diverso, in quanto i criteri possono essere ad esempio: uomo/donna, con la barba/senza barba, scienziato, regina, appartenente alla stessa fiaba o meno, buono/cattivo. Gioco estremamente stimolante e bellissimo da osservare nelle dinamiche che si sviluppano, con le discussioni/accordi che ogni decisione via via comporta.

BANANAGRAMS (Ed. DVGiochi)

Questo è invece una versione dinamica e molto coinvolgente del classico SCARABEO, contenuta in un simpatico astuccio in stoffa (estremamente trasportabile) a forma di banana. Abbiamo a disposizione un certo numero di lettere che, al via, dovremo, contemporaneamente, comporre in un proprio schema di parole crociate. Nel momento in cui completiamo lo schema con tutte le lettere, chiamiamo “lettera!” e tutti dovranno aggiungerne una dal mucchio centrale, cercando di integrarla allo schema. Quando sono terminate le lettere del mucchio centrale, chi completa per primo il suo schema vince. È un gioco adatto per le ultime classi della scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Chiudo questa carrellata o meglio questa “slittata” di giochi/regali con SLAPZI (Ed. Creativamente)

Un rapidissimo gioco di osservazione e reazione, adatto a tutti. A ogni giocatore vengono consegnate 5 carte di gran formato, quadrate, che riportano due fotografie, una sul fronte e una sul retro. Ognuno deve quindi gestire 10 immagini. Al via, un conduttore del gioco, magari nel caso di bambini e bambine più piccoli, o anche uno dei partecipanti gira una carta-criterio. Girando freneticamente le carte in mano si cerca un’immagine che possa soddisfare quel criterio e si “slappa” veloce sulla carta-criterio stessa. Solo chi mette per primo la carta se ne può liberare. Attenzione però: se la carta lanciata non soddisfa il criterio a insindacabile giudizio di tutti gli altri o anche per evidenza oggettiva, il giocatore troppo frettoloso, in questo caso, viene penalizzato riprendendo in mano sia la propria sia una nuova carta immagine. Vince il primo che si libera di tutte le sue carte. Ovviamente in questo gioco la dinamica e la varietà è data dai diversi criteri delle carte-criterio. Vediamone alcuni: Inizia con la lettera P, Non può scendere dal camino, È perlopiù di plastica, Inizia con la stessa lettera del tuo nome, Lo indossi, Vola, Non ci sta in uno zaino, Ha tutte le lettere diverse fra loro, Grida una parola che fa rima con una tua carta, etc. Vi sono ben sette varianti di gioco, indicate nelle istruzioni.

Regalare giochi alla classe è un ottimo modo per avere a disposizione degli straordinari strumenti da utilizzare durante la giornata, non solo a ricreazione ma anche e soprattutto in momenti dedicati.

Buon gioco e buone feste a tutte le classi!

Leggere un libro senza parole, il silent book

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Paola Zannoner ci parla di un libro senza parole: Ma Una Bella Notte.

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Il racconto natalizio di Renato Palma, la storia di Gasparo, un particolare Unsipole grosso e burbero, ma gentile coi bambini che non crede a Babbo Natale

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