Scienza

STEAM-C: largo a materie scientifiche, strumenti digitali e creatività artistica!

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STEAM-C è il perfetto mix tra scienza e arte, per formare e preparare le nuove generazioni alle complessità del mondo.

Pensate che il binomio “scienza e arte” non sia per niente immediato? In realtà lo Steam-C ci illustra come questi due mondi possano far parte armoniosamente di una stessa attività, volta a lavorare in modo creativo, innovativo e sostenibile, favorendo così un progresso economico, umano e sociale!

Steam-C, acronimo inglese di Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics, è dunque un affascinante mondo in cui troviamo materie scientifiche (matematica, tecnologia, ingegneria) unite agli strumenti digitali e alla creatività artistica.

I bambini, diventeranno così adulti con grandi capacità di pensiero critico e attitudine al problem solving, caratteristiche ideali per fronteggiare un mondo sempre più tecnologico!

Ecco perché la Steam-C è così importante!

Il Coding

Come afferma Gianmario Verona, rettore dell’università Bocconi, il coding è “l’inglese dei nostri giorni”. Questo termine ancora sconosciuto ai più, racchiude infatti possibilità infinite da scoprire e conoscere.

Vero e proprio linguaggio di programmazione, con il coding si identificano l’ideazione e lo sviluppo di software che hanno lo scopo di risolvere problemi di vario tipo, migliorando la qualità della nostra vita.

Effetti positivi dell’apprendimento del Coding:

  • Contribuisce a sviluppare capacità di analisi e di logica
  • Insegna a cooperare e condividere: si lavora insieme per risolvere uno stesso problema
  • Permette di essere creativi nell’esprimere se stessi: non solo è possibile realizzare giochi, ma anche musica e opere d’arte!

Scratch

Questo buffo nome che richiama alla mente un personaggio dei cartoni animati, è in realtà il linguaggio di programmazione che permette di imparare il coding, studiato appositamente per rendere l’apprendimento il più semplice ed immediato possibile.

Un linguaggio, dunque, che si rivolge ai bambini, e dunque pensato per essere insegnato a partire dalla scuola primaria.

Come funziona Scratch?

Nato al MIT Media Lab, Scratch è un linguaggio di programmazione grafico che ha come elemento base il blocco di costruzione.

Se si rispetta il giusto ordine di assemblaggio – ovvero la sintassi del linguaggio di programmazione – la combinazione di blocchi permette di creare vere e proprie animazioni, accompagnate da musica e suoni.

Proprio così: mettendo in campo fantasia e creatività, i bambini stessi creeranno animazioni in grado di evolversi, fino a diventare storie interattive o addirittura giochi!

Attraverso il gioco e la pratica, cresceranno i piccoli programmatori del domani!

CityCampus

Per imparare ad utilizzare e fare proprio Scratch, ma anche il mondo dei Maker e del Tinkering, fino ad arrivare alla Robotica, a Firenze è stato inaugurato a settembre del 2021 il CityCampus, vera e propria palestra per la mente!

Ideato da Librì Progetti Educativi, CityCampus è un luogo speciale a metà strada tra il doposcuola e la ludoteca, che si rivolge a 2 fasce di età: dai 6 ai 10 anni e dagli 11 ai 14 anni.

Previsto nei pomeriggi di lunedì, martedì, giovedì e venerdì, con orario 14.30-17.00, si tiene al circolo ARCI di via Maccari.

Per ulteriori informazioni sul progetto clicca qui oppure scrivi a info@progettiedu.it, o chiama lo 055. 9073.999.

Foto di copertina by ThisisEngineering RAEng on Unsplash

Le radiazioni invisibili dal sole: ne parliamo con Francesco Vissani!

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Abbiamo fatto una piacevole ed interessante chiacchierata con Francesco Vissani, esperto in materia di neutrini, in merito alle “radiazioni invisibili dal sole” Ecco come affrontare l’argomento anche in classe, durante l’ora di Scienze!

Prima di immergersi a capofitto nelle radiazioni invisibili dal sole, una breve presentazione del nostro illustre amico!

Nel suo lavoro di ricerca, Francesco Vissani studia con interesse quelle buffissime particelle chiamate neutrini. Docente a L’Aquila, Milano, Catania, Campinas (Brasile) e grande appassionato di divulgazione scientifica, qualche anno fa ha creato con successo il premio ASIMOV, dedicato alla cultura scientifica, (ne abbiamo parlato qui).

E adesso, ecco il contributo che ci ha gentilmente inviato Francesco!

Una notizia di attualità sul centro del sole

Una notizia apparsa nei mesi scorsi sui giornali di tutto il mondo riguarda i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ed in particolare l’esperimento BOREXINO.

Unico tra tutti, e la prima volta nella storia dell’uomo, questo esperimento è stato in grado di osservare nel dettaglio il centro del sole, la zona in cui l’idrogeno si trasforma in elio, permettendo al sole di emanare luce e calore.

Per dirla con una metafora: abbiamo fatto la TAC al sole, con la sola differenza che le sue dimensioni sono impressionanti: il suo raggio è  400 milioni di volte più grande dell’altezza di un uomo!

Abbiamo dovuto usare una particella stranissima per riuscire a vedere tanto a fondo: il neutrino. Chi fosse interessato a saperne di più trova in fondo all’articolo un paio di siti; nel primo si racconta un po’ la storia e di come ci siamo preparati a questo importante successo italiano; nel secondo c’è la notizia vera e propria, riportata dall’ufficio stampa dell’Istituto di Fisica Nucleare.

Ma proprio mentre ne sto scrivendo, non riesco ad evitare di chiedermi se, oltre a parlare di queste cose emozionanti ed un po’ futuristiche, fosse possibile introdurre dei discorsi del genere in classe, che non diano impressioni scorrette.

Le radiazioni invisibili esistono davvero!

Mi domando in particolare: è così difficile convincerci che esista davvero della radiazione invisibile all’occhio? Forse – mi vien da dire d’acchito – si può fare!

Per esempio, abbiamo visto tutti le cosiddette radiografie, quelle con cui si riesce ad osservare l’interno del nostro corpo. Queste immagini vengono ottenute adoperando i cosiddetti “raggi X”, scoperti alla  fine dell’ottocento. Certo, però non è proprio il caso di usarli in classe, sono pericolosi per la salute se usati senza perizia!

Sarebbe forse facile parlare di onde radio (che in fondo non vediamo, ma usiamo), ma come convincere gli studenti che ci sono davvero? Ci sono anche altre interessanti possibilità, basta tenere a mente la storia della scienza. In effetti, poco più di due secoli fa si scoprì che dal sole arrivano diverse radiazioni invisibili.

Questa scoperta avvenne utilizzando dei prismi di vetro: uno degli strumenti più istruttivi che esistano, a saperlo ben usare! Come molti sanno, infatti, il prisma, esposto alla luce del sole, produce un bell’arcobaleno di colori, che vanno dal rosso al viola.

Nel 1800 l’astronomo inglese William Herschel si accorse che, nella zona oltre il colore rosso, dove apparentemente non c’era niente, si produceva comunque un effetto di riscaldamento: raggi invisibili!

Poi, solamente un anno dopo, il fisico e chimico tedesco Johann Wilhelm Ritter notò che nella zona oltre il colore viola si produceva la trasformazione di certe sostanze chimiche, ad opera di qualche altro raggio invisibile.

In questo modo si capì che dal sole arrivano radiazioni che si estendono oltre quelle di colore rosso, dette “raggi infrarossi” (IR), utilizzati dai moderni visori notturni o da certi tipi di termometri.

Ma esiste anche della luce dalla parte opposta dell’arcobaleno, detta “ultravioletta” (UV) in quanto si estende oltre il colore viola.

C’è la radiazione UV-A (lunghezze d’onda 315-400 nm) che causa le abbronzature, mentre l’UV-B (280-315 nm) che è molto più dannosa per la nostra pelle, e che viene in gran parte assorbita dall’atmosfera. (Poi c’è l’UV-C e dopo ancora i raggi X, loro stretti parenti; ma per fortuna questi non passano il filtro dell’atmosfera!).

È possibile parlarne in classe?

Potrebbe essere divertente provare a rivelare qualcuna di queste `luci invisibili’ in classe. Nel caso, si noterà che i vetri non sono tutti uguali, e presentano assorbimenti diverse per le varie lunghezze d’onda.

Il vetro di regola assorbe in buona parte la radiazione ultravioletta, il quarzo invece non lo fa. Le radiazioni IR più vicine al visibile (780 nm-3_m) passano attraverso il vetro.

Io forse azzarderei la rivelazione della radiazione infrarossa… e da una veloce occhiata in rete, mi sembra che le possibilità di realizzare un’ esperienza del genere siano parecchie. Per esempio, si potrebbe iniziare a consultare la descrizione dei colleghi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica che, cortesemente, hanno incluso anche i loro riferimenti per eventuali contatti.

Per saperne di più

Clicca qui per leggere come funziona il sole, oppure clicca qui se vuoi approfondire di più l’argomento!

Foto di copertina by Kamil Mehmood on Unsplash

Premio Asimov: via alla 7° edizione!

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Torniamo a parlare dell’interessante Premio Asimov, dedicato all’editoria scientifica divulgativa, che vede come protagonisti attivi migliaia di studenti italiani!

Abbiamo già avuto modo in passato di parlare con piacere del Premio Asimov (trovi qui l’articolo), riconoscimento riservato ad opere di divulgazione e di saggistica scientifica particolarmente meritevoli, unico nel suo genere per il meccanismo stesso con cui le opere vengono premiate.

Il premio Asimov, infatti, vede come protagonisti sia gli autori delle opere in lizza – 5 per la precisione – che migliaia di studenti italiani, i quali sono chiamati a decretare il vincitore con i loro voti e le loro recensioni, che a loro volta sono valutate e premiate!

Perché questo premio?

Il Premio, intitolato allo scrittore Isaac Asimov, autore di un impressionante numero di opere di divulgazione scientifica oltre che di svariati romanzi e racconti, desidera avvicinare le giovani generazioni alla cultura scientifica, attraverso la valutazione e la lettura critica delle opere in gara.

Francesco Vissani è il fisico che ha avuto l’idea di istituire questo premio, ispirandosi ad analoghe iniziative della Royal Society. Inizialmente istituito dal Gran Sasso Science Institute (GSSI) dell’Aquila, grazie alla collaborazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e di molte altre realtà scientifiche, si qualifica oggi come Premio di livello nazionale!

Interessante, vero? Ecco come funziona!

Gli studenti recensiscono una o più opere di divulgazione scientifica selezionate (pubblicate negli ultimi 2 anni), votando quella che secondo loro è la migliore. Inoltre, gli studenti stessi diventano anche concorrenti, in quanto tra tutte le recensioni inviate il Comitato Scientifico premierà le più meritevoli.

L’attività di lettura, analisi e recensione delle opere in gara può essere riconosciuta ai fini dell’attribuzione di crediti formativi, e come percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento!

E gli insegnanti?

Gli insegnanti hanno un ruolo fondamentale! Non solo nell’organizzazione del lavoro in classe, riguardo alla scelta del metodo di lavoro sulle opere in concorso, ma in quanto coinvolti nel Comitato Scientifico che seleziona le recensioni migliori.

Da chi è composto il Comitato Scientifico

Docenti, ricercatori, scrittori e giornalisti provenienti dagli Istituti Superiori coinvolti nel progetto, ma anche importanti realtà scientifiche e culturali nazionali, come INFNCNRRadio3Scienza, ALI e CICAP: sono molti gli attori che entrano in scena, nel Comitato Scientifico!

7° edizione: le opere in gara!

Scopriamo dunque la cinquina delle opere che si contenderanno l’edizione 2022 del Premio Asimov:

Scuole, docenti e studenti potranno iscriversi al Premio Asimov entro il 10 febbraio 2022, e gli studenti potranno inserire la propria recensione entro il 24 febbraio 2022.

Di seguito un video con tutte le informazioni del Premio Asimov, con riferimento alla passata edizione.

Il Premio Asimov al 107° Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica

Maggiori info qui!

Foto di copertina by Thought Catalog on Unsplash

Maker: quando il digitale cambia (e migliora) il mondo

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Pensatori, inventori, o anche solo appassionati digitali: quello dei Maker è un mondo dove tecnologia e co-progettazione vanno a braccetto, per provare a risolvere piccoli e grandi problemi del mondo.

Si aprono oggi le porte (virtuali) della 4° edizione della Fiera Didacta, l’evento nazionale più atteso dai professionisti del settore scuola (ne abbiamo parlato qui).

Spazio importante a Didacta sarà dedicato alle tecnologie e ai nuovi modelli didattici che, dentro le aule, trasformeranno l’apprendimento delle scienze. Dunque via libera a stampanti 3D, gamification e libri “aumentati”, giusto per fare qualche esempio.

Ma facendo un passo indietro, la domanda sorge spontanea:

Chi sono le menti che si celano dietro l’ideazione e l’utilizzo di questi affascinanti strumenti?

Si tratta dei Maker (letteralmente “artigiani digitali”), educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti… o più in generale, appassionati digitali che creano con la forza delle loro idee.

Il motto dei Maker non è “fai da te” ma, piuttosto, “facciamo insieme”. Sono, infatti, una grande comunità internazionale presente in più di 100 paesi al mondo, al cui interno condividono informazioni e conoscenze attraverso il web, o veri e propri luoghi fisici, come i Fablab o i Makerspace.

Con le loro idee e la loro curiosità, i Maker risolvono problemi e contribuiscono a creare una società più sostenibile, impattando sia sullo sviluppo economico che su quello sociale della comunità.

Ma vediamo più da vicino alcune di queste realtà, come Thingiverse.com e i Fablab.

Cos’è Thingiverse.com?

Thingiverse di MakerBot è una comunità di design che ha come obiettivo scoprire, creare e condividere oggetti stampabili in 3D.

Se non sai disegnare tridimensionalmente e cerchi un modello realizzato da creativi e designer, da stampare (gratuitamente) in 3D, è molto probabile che qui riuscirai a trovarlo.

Se invece il creativo sei tu, questa comunità sarà molto felice di accogliere anche i tuoi progetti, che potrai caricare facilmente. Ricorda: quello della condivisione è un aspetto essenziale nel mondo dei Maker!

Nello spirito di mantenere una piattaforma aperta, infatti, tutti i progetti sono incoraggiati ad essere concessi in licenza con una licenza Creative Commons: chiunque può utilizzare o alterare qualsiasi progetto.

In qualità di più grande comunità di stampa 3D al mondo, crediamo che tutti dovrebbero essere incoraggiati a creare e remixare oggetti 3D, indipendentemente dalla loro competenza tecnica o esperienza precedente.

I Fablab

Nato al M.I.T. di Boston, il Fablab (“Fabrication Laboratory”) è un laboratorio in piccola scala che utilizza una serie di macchine controllate dal computer e gestite attraverso software. Permettendo a chiunque di utilizzare i macchinari, si favorisce il concetto dell’autoproduzione, facendo crescere gruppi di interesse intorno a idee e progetti.

Il Fablab fonda la sua forza su una filosofia di azione locale, ma attraverso un network che di fatto è internazionale, senza confini!

Utilizzando le parole del suo fondatore, il professor Neil Gershenfeld, potremo dire che il Fablab è:

Un posto in cui è possibile produrre quasi qualsiasi cosa.

Pensare che un designer frequenti un Fablab unicamente perché vi può trovare macchinari che, altrimenti, difficilmente potrebbe permettersi, è però decisamente riduttivo.

Ecco 3 grandi motivi per cui tu, maker in erba (ma anche esperto!), dovresti appoggiarti ad un Fablab!

Numero 1: ci si occupa di problemi reali

Ebbene sì: il mondo è pieno di piccoli o grandi problemi da risolvere, in tutti i campi e in tutte le fasce d’età. E cosa c’è di più bello, per un designer, che sapere che la sua idea potrà portare un beneficio concreto alla società?

Numero 2: si lavora in gruppo

In un Fablab la soluzione non arriva da una mente che sta al di sopra di tutti: ci si siede, ognuno con le proprie, diverse esperienze, attorno ad un tavolo, e si parla, si studia, si ipotizza, si sviluppa, si trova una soluzione. Insieme.

Si fa dunque co-progettazione, di cui tanto si parla ma che poco si pratica. Per dirla con un celebre detto africano:

Ci si salva in autobus, non in taxi.

Il Fablab è un gran bell’autobus con cui salvarsi, e salvare.

Numero 3: non si resta indietro

Il mondo si muove veloce, e la tecnologia con lui. Stare sempre al passo non è facile. Il Fablab è un ottimo posto per non restare indietro, e per conoscere le varie tecnologie quel tanto che serve per poterle utilizzare sensatamente.

In tutto il mondo al momento esistono circa 270 Fablab, di cui 43 solo in Italia (cerca qui il Fablab a te più vicino).

Arduino

Il nome buffo fa pensare ad un mago, ma Arduino è in realtà una piattaforma open source interamente Made in Italy, attraverso la quale è possibile programmare software di robotica e intelligenza artificiale.

Praticamente, la Disneyland di qualsiasi appassionato di elettronica!

Nato nel 2005 in Italia, a Ivrea, all’interno dell’Interaction Design Institute, l’estrema semplicità d’uso e i costi contenuti hanno reso Arduino la piattaforma ottimale per la creazione di migliaia di progetti e oggetti, sia ad uso personale che in ambito scientifico, coinvolgendo una crescente comunità di appassionati.

Negli anni è diventata la piattaforma ideale per le sperimentazioni in ambito scolastico, consentendo anche agli studenti di esprimersi con creatività, creando strumenti scientifici a basso costo per varie materie, o addirittura per la realizzazione di piccoli robot.

Non solo nel campo dell’educazione, ma anche in quello artistico e musicale: oggi sono infiniti i progetti creati, e i loro oggetti vengono esposti alle ormai numerose Maker Faire che si svolgono in tutto il mondo, dove si incontrano inventori, educatori e appassionati di tecnologia (per esempio quella che ha sede a Roma).

L’argomento Maker ti ha affascinato e vorresti avvicinare i tuoi bambini al magico mondo della scienza, magari con divertimento? Science4you è un’azienda che sviluppa, produce e vende tanti giocattoli educativi e scientifici: niente di meglio per muovere i primi passi nel mondo della tecnologia!

Didacta 2021: un’edizione digitale per la scuola che si rinnova

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Con Didacta 2021 riportiamo la scuola nel cuore di tutti: scopriamo insieme l’entusiasmante 4° edizione, interamente digitale

Ai nastri di partenza, con il suo carico di interessanti novità, la Fiera Didacta 2021, evento nazionale sull’innovazione della scuola, il più atteso da docenti, dirigenti scolastici, educatori e professionisti in generale del settore!

Una fiera, questa, arrivata in Italia alla sua 4° edizione, e che si svolge solitamente a Firenze, presso gli spazi della Fortezza da Basso. Questo anno, però, causa emergenza Covid-19, l’evento si svilupperà interamente online.

E dunque dal 16 al 19 marzo tutti sintonizzati sul sito ufficiale, dove sarà possibile trovare e seguire circa 170 eventi formativi del programma scientifico, e oltre 200 organizzati da enti e aziende (per iscriversi cliccare qui).

Convegni, workshop, seminari che toccano varie tematiche: il programma è suddiviso per tipologie di attività, dalla scuola dell’infanzia all’università. Si va dall’ambito scientifico e umanistico a quello tecnologico, fino allo spazio dell’apprendimento.

Un grande spazio digitale in cui confrontarsi piacevolmente e condividere idee sul futuro della scuola e che, data la veste “virtuale”, non limita in alcun modo l’accesso e la fruibilità dei suoi contenuti.

Vediamo il bicchiere mezzo pieno: non ci sarà alcuna corsa tra uno stand all’altro, con il rischio di perdersi. Tutto sarà comodamente a portata di clic!

Tra gli eventi segnaliamo:

“Che lingua parla la Musica? Come fa a raccontarci le cose? Spunti per un ascolto consapevole ma libero

In programma martedì 16 marzo dalle 13 alle 15, un seminario sul valore della musica come linguaggio universale, e dunque l’importanza di indirizzare gli alunni verso un ascolto libero e consapevole.

“Pedagogia Hip Hop”

In programma mercoledì 17 marzo – dalle 13.30 alle 15 – un seminario sulla valenza pedagogica della cultura hip-hop, che comprende, tra altre forme espressive, la musica rap.

Il viaggio segreto del virus

Questo il titolo del nuovo libro per ragazzi scritto dalla virologa e direttrice del Centro di eccellenza One Health dell’Università della Florida Ilaria Capua, e presentato da lei insieme a Marco Cattaneo, Direttore di Le Scienze e National Geographic.

Tema del libro è la scoperta delle creature più piccole, dispettose e sorprendenti dell’universo: i virus! Segnatevela in agenda: la presentazione è mercoledì 17 marzo, alle ore 11.

Scienza, Sogni, Materie Stem e Futuro

In questo seminario che si terrà venerdì 19 marzo alle ore 11, troviamo la giovanissima Linda Raimondo (classe 1999), aspirante astronauta e studentessa di fisica all’Università di Torino, in compagnia del fisico Massimo Temporelli.

Tra le novità di questa edizione:

  • DIDACTA IN CLASSE: in cui gli insegnanti potranno partecipare con i loro alunni e le loro classi ad alcuni eventi in programma.
  • FARE, NON PROVARE nuove idee di leadership educativa: iniziativa gratuita a cura dei dirigenti scolastici per l’incontro virtuale con le aziende.

Un’edizione, questa, non solo importante ma necessaria – come dice il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – per capire l’impatto della pandemia sulla scuola, e trovare i mezzi e le soluzioni per trasformare, ripensare e rinnovare la scuola e il modo di insegnare, stare insieme, crescere. E poi aggiunge:

 Quest’anno Didacta deve essere qualcosa di più: deve essere il momento in cui la scuola torna nel cuore di tutti.

Per partecipare a Fiera Didacta 2021 occorre registrarsi online, consultare il programma scientifico e selezionare le attività che si desidera seguire, acquistando il biglietto direttamente sul portale (anche utilizzando la carta del docente).

Il biglietto, valido per tutti e quattro i giorni di mostra, ha un costo di 14€. Ma il valore dei contenuti della Fiera è decisamente senza prezzo.

Premio ASIMOV: potere agli studenti!

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Ripercorriamo insieme gli aspetti fondamentali del Premio ASIMOV, che vede gli studenti premiare il miglior testo di divulgazione scientifica pubblicato negli ultimi 2 anni.

20 giorni fa si sono chiuse le iscrizioni per partecipare alla 6° edizione del Premio ASIMOV, che coinvolge quest’anno 16 regioni d’Italia, per un totale di 10.000 studenti delle scuole superiori, oltre a 600 docenti.

Abbiamo già avuto modo in passato di conoscere Francesco Vissani, ideatore e presidente del Premio ASIMOV (trovi qui l’intervista), e anche di parlare con lui nel dettaglio delle caratteristiche del concorso (trovi qui l’articolo).

Ma facciamo un breve “riassunto delle puntate precedenti”, per tutti coloro che non hanno avuto ancora modo di conoscere questo premio dalla dinamica interessante e davvero intelligente, e dove, come sottolinea Vissani, tutte le persone coinvolte sono parte attiva.

Il nome

Isaac Asimov, autore di numerose opere, ha scritto moltissimo nella sua vita. Di scienza, ma non solo. Per questo è stato scelto il suo nome: proprio per abbattere le barriere tra cultura umanistica e cultura scientifica!

Lo scopo

Avvicinare le giovani generazioni alla cultura scientifica, attraverso la valutazione e la lettura critica delle opere in gara.

A chi si rivolge

Agli studenti delle scuole secondarie superiori.

Come funziona

Gli studenti recensiscono una o più opere di divulgazione scientifica selezionate (pubblicate negli ultimi 2 anni), votando quella che secondo loro è la migliore. Ma gli studenti stessi diventano poi concorrenti, in quanto tra tutte le recensioni inviate il Comitato Scientifico premierà le più meritevoli.

L’attività di lettura, analisi e recensione delle opere in gara può essere riconosciuta ai fini dell’attribuzione di crediti formativi, e come percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento.

Ruolo degli insegnanti

Fondamentale! Non solo nell’organizzazione del lavoro in classe, riguardo alla scelta del metodo di lavoro sulle opere in concorso, ma in quanto coinvolti nel Comitato Scientifico che seleziona le recensioni migliori.

Da chi è composto il Comitato Scientifico

Oltre che da docenti, da ricercatori, scrittori e giornalisti provenienti dagli Istituti Superiori coinvolti nel progetto, e da importanti realtà scientifiche e culturali nazionali, come INFN, CNR, Radio3Scienza, ALI e CICAP.

Opere in gara in questa 6° edizione

Il 7 febbraio è scaduto il termine entro cui iscriversi al concorso, ma c’è ancora tempo per gli insegnanti per aderire al Comitato Scientifico (qui le info per farlo), e fino al 13 marzo è possibile inviare le recensioni.

La cerimonia conclusiva si terrà il 17 aprile in contemporanea nelle sedi locali dei partners aderenti all’iniziativa, e in autunno avverrà l’incontro nazionale tra l’autore del libro vincitore del premio ASIMOV e gli studenti autori delle migliori recensioni: un momento davvero emozionante!

Lasciamo ora la parola a Francesco Vissani, in questa interessante intervista fatta da Enzo Argante per GREEN Carpet, nella quale il fisico parla, tra le altre cose, del fatto che il rapporto tra giovani e scienza, in Italia,  in realtà sembra essere molto migliore di quanto comunemente si creda. Aggiunge poi:

Secondo me in Italia dovremmo fare uno sforzo maggiore per consentire ai giovani di mettersi alla prova, invece di dire loro cosa fare. Come dire, invece di rimarcare continuamente il nostro ruolo di padri, un po’ più di amore verso quelli che sono nostri giovani fratelli, per me, ci sta tutto.

E noi, non possiamo che essere d’accordo!

Per maggiori informazioni sul Premio, clicca qui per raggiungere il sito dedicato.

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