Il 14 marzo è il “Pi Greco Day”!

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Perché mai dedicare una giornata al Pi Greco? Scopriamone di più sul numero più famoso e misterioso del mondo matematico!

Il Pi Greco, nota costante di Archimede o di Ludolph, spesso approssimata a 3,14 e indicata con il simbolo π, è definito come il rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del suo diametro, ed è indubbiamente il numero più famoso del mondo della matematica (e a proposito di questa materia, QUI parlammo del suo legame con la musica)!

Il valore entra infatti nelle formule usate nel calcolo delle probabilità, utili per simulare l’efficacia di un farmaco, calcolare la probabilità che una certa malattia si diffonda, nelle proiezioni dell’andamento delle azioni in borsa!

Perché si festeggia il 14 marzo?

ll Pi Greco Day si celebra ogni anno proprio il 14 marzo, perché nel sistema anglosassone la data si scrive 03/14 come le prime tre cifre del Pi Greco, e inoltre coincide con il compleanno di Albert Einstein! L’idea di istituire questa giornata internazionale è venuta all’Exploratorium di San Francisco, il grande Museo della Scienza, che ogni anno organizza per l’occasione giochi, gare, musiche, filmati!

Il primo festeggiamento risale al 1988 grazie a Larry Shaw,  fisico statunitense noto con l’epiteto “Principe del Pi Greco”. Per l’occasione i partecipanti marciarono intorno a un grande cerchio e mangiarono tante torte diverse, perché PI e Pie (“torta” in inglese) hanno lo stesso suono, ma anche perché la torta è rotonda ed è quindi correlata al Pi Greco!

Per gli insegnanti il Pi Greco Day può diventare un’importante occasione per scoprire o ritrovare il nesso fra quotidianità e matematica. Insieme agli alunni è dunque possibile cogliere un’opportunità di crescita, andando oltre il cliché di disciplina puramente astratta!

Una poesia per il Pi Greco!

Ebbene sì, questo affascinante valore si è meritato anche una bella poesia della poetessa polacca Wisława Szymborska, premio nobel nel 1996, dal titolo – appunto – Pi Greco:

È degno di ammirazione il Pi greco
tre virgola uno quattro uno.

Anche tutte le sue cifre successive sono iniziali, cinque nove due, poiché non finisce mai.
Non si lascia abbracciare sei cinque tre cinque dallo sguardo,
otto nove, dal calcolo, sette nove dall’immaginazione,
e nemmeno tre due tre otto dallo scherzo,
ossia dal paragone quattro sei con qualsiasi cosa due sei quattro tre al mondo.
Il serpente più lungo della terra dopo vari metri si interrompe.
Lo stesso, anche se un po’ dopo, fanno i serpenti delle fiabe.
Il corteo di cifre che compongono il Pi greco non si ferma sul bordo della pagina,
È capace di srotolarsi sul tavolo, nell’aria, attraverso il muro, la foglia, il nido, le nuvole,
diritto fino al cielo, per quanto è gonfio e senza fondo il cielo.
Quanto è corta la treccia della cometa, proprio un codino!
Com’è tenue il raggio della stella, che si curva a ogni spazio!
E invece qui due tre quindici trecentodiciannove il mio numero di telefono
il tuo numero di collo l’anno millenovecentosettantatré sesto piano
il numero degli inquilini sessantacinque centesimi la misura dei fianchi due dita
sciarada e cifra in cui vola e canta usignolo mio oppure si prega di mantenere la calma,
e anche la terra e il cielo passeranno,
ma non il Pi greco,
oh no, niente da fare,
esso sta lì con il suo cinque ancora passabile,
un otto niente male, un sette non ultimo,
incitando, ah, incitando
l’indolente eternità a durare.

Foto di copertina by ThisisEngineering RAEng on Unsplash

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