Educazione

Geografia e superamento degli stereotipi

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La geografia è una delle discipline ideali per riflettere sugli stereotipi. Qualche attività pratica per impostare in classe discussioni utili al superamento degli stereotipi e ad ampliare i punti di vista

Insegno in una scuola secondaria di primo grado e in terza, quando ci approcciamo allo studio dei continenti, gli studenti sono molto interessati a conoscere meglio stati come Giappone, Usa o Australia.

Se chiedo loro quali parole associano a tali stati, le risposte solitamente vanno da “divertimento” a “manga”, da “sushi” a “hamburger”, da “ricchezza” a “tecnologia”.

Se chiedo, invece, cosa associano agli stati africani – riconosciuti, perlopiù, come unico grande continente senza distinguerne i territori – le risposte diventano “fame”, “povertà”, “guerre”, “caldo”, fino a  “immigrati” e “terrorismo islamico”.

Come si può notare, molte di queste risposte derivano da veri e propri STEREOTIPI.

I ragazzi non esprimono concetti del tutto sbagliati, ma rappresentano la realtà in modo limitato e racchiudono un intero territorio all’interno di immagini a loro più note.

Nessuno di loro è stato in Africa, e neppure negli altri paesi nominati, però piacciono Giappone, Usa e Australia perché associati a situazioni di svago, benessere e, fondamentalmente, identificati con i rassicuranti standard del mondo occidentale.

Questo può rappresentare un ottimo punto di partenza per riflettere su come superare un certo tipo di immaginario basato su STEREOTIPI, su come ampliare i propri PUNTI DI VISTA e su come accogliere ciò che appare lontano, diverso e poco conosciuto.

Osservare i diversi planisferi

Dal libro Raccontare la geografia della Erickson possiamo ricavare spunti di discussione molto interessanti. Una prima attività può riguardare la presentazione dei differenti continenti attraverso dei planisferi che  pongano gli osservatori in posizione centrale rispetto ai luoghi in cui vivono.

“questo è il planisfero di una scuola in EUROPA”

“questo di una scuola in ASIA”

“Questo di una scuola in AMERICA DEL NORD”

“Questo in una scuola in SUDAFRICA”

Osservando le reazioni dei ragazzi e discutendo su ciò che più li colpisce, si rende evidente, accanto a  sbigottimento e incredulità, la messa in discussione delle iniziali certezze.

La nostra Europa appare piccola e lontana rispetto al punto di osservazione, in qualche caso addirittura capovolta.

I ragionamenti dimostrano che la rappresentazione del mondo è semplicemente organizzata dal nostro sguardo: noi ci poniamo istintivamente al centro della visione, ma nella realtà non lo siamo affatto perché, proprio come una sfera (o una palla), è impossibile stabilire quale sia il centro. 

Lettura di brani e immagini

Dal libro Il pericolo di un’unica storia della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie possiamo leggere alcune passi che fanno riflettere molto bene su stereotipi e inesattezza di posizioni univoche:

“Il problema degli stereotipi non è tanto che sono falsi, ma che sono incompleti. Trasformano una storia in un’unica storia […] Mi irrito  quando ci si riferisce all’Africa come ad un unico paese, ma se tutto quello che avessi saputo dell’Africa mi fosse arrivato da immagini popolari, avrei pensato anch’io all’Africa come a un luogo di splendidi paesaggi, bellissimi animali e persone incomprensibili che combattono guerre insensate, che muoiono di povertà e Aids, incapaci di far sentire la propria voce, in attesa di venire salvati da uno straniero bianco e gentile. Questa unica storia dell’Africa penso che derivi, in definitiva, dalla letteratura occidentale”

Dall’osservazione di questa carta sugli stereotipi del mondo, possiamo notare come l’intero continente africano venga quasi esclusivamente rappresentato con un’unica immagine stereotipata

Osservando anche queste foto, possiamo vedere come dei ragazzi che appartengono all’Associazione studenti africani dell’Itacha College di New York esibiscano messaggi precisi sul loro paese d’origine: 

L’Africa non è un paese

non parlo africano perché l’africano non è una lingua

La domanda su cui far riflettere sarà questa: che significato dare a ciò che abbiamo letto e osservato?

La discussione suscita un certo interesse e ciò che ne emerge è la consapevolezza di quanto sia (e sia stato) facile parlare per stereotipi e raccontare storie incomplete e mettere in evidenza solo una parte della realtà, trascurando moltissimi altri aspetti. 

Ed è proprio sull’importanza delle singole storie che si può incanalare tutto ciò di cui abbiamo discusso.

Dice ancora Chimamanda Ngozi Adichie:

Le storie sono importanti. Molte storie sono importanti. Le storie sono state usate per espropriare e per diffamare. Ma le storie si possono usare anche per dare forza e umanizzare. Le storie  possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata.

Ed è proprio il riconoscimento della dignità di tutte le storie, dovuto al superamento di inutili stereotipi, la finalità di questo nostro lavoro.

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Foto copertina di Ali Kazal su Unsplash

Attività didattica da scaricare n°19: “Immedesimarsi negli animali”

in Attività di classe by

Allenare la fantasia con una divertente attività da fare in classe prendendo spunti dai nostri amici a 4 zampe

Gli animali vedono, sentono e “pensano” diverberamene rispetto a noi e per questo non ci sarà mai possibile capire davvero fino in fondo cosa passa per la loro testa, però possiamo provare a immaginare il mondo dal loro punto di vista, per allenare la nostra fantasia!

Per farlo quale modo migliore che partire dalle favole…

A tal proposito vi proponiamo una divertente e piacevole attività da proporre alla vostra classe e incentivare i bambini a stimolare la fantasia.

Scarica il pdf gratuitamente da seguire come guida!

COMPILA LA FORM E SCARICA GRATUITAMENTE L’ ATTIVITA’ DIDATTICA!

A questa pagina troverai altre attività didattiche su differenti argomenti, pronte per essere scaricate e utilizzate in classe.

Foto di copertina by Leo Rivas on Unsplash

La scuola della rivoluzione digitale, STEM e astronomia 

in Redazione/Scuola by

Tanti nuovi progetti per una nuova didattica scientifica

Nuovi progetti di didattica digitale, STEM, Astronomia, alcune strategie per gestire AHDH e l’apprendimento e le date per il nuovo concorso scuola MIM.

“Alla ricerca del tempo perduto, spunti per una nuova narrazione educativa”, Bologna 23-24 febbraio.

Al seminario internazionale interverranno 15 relatori provenienti da tre continenti, che illustreranno uno spaccato della riflessione attuale sulla scuola, investita in pieno dalla “quarta rivoluzione” – di tecnologie digitali e Intelligenza Artificiale – e offriranno spunti per ridisegnarne la missione, dalla prospettiva degli insegnanti, degli studenti e del sapere.

STEM, robe da maschi? In alcuni Paesi le ragazze sono più brave!

Ma come siamo messi in Italia con il divario di genere nella cultura scientifica?

Scuola estiva di astronomia per gli studenti.

“A scuola di Stelle” per la preparazione e la partecipazione ai Campionati di Astronomia.

https://www.miur.gov.it/web/guest/-/xiii-edizione-scuola-estiva-di-astronomia-per-gli-studenti

Concorso scuola 2024, ecco le date delle prove scritte.

A partire da lunedì 11 marzo le prove scritte dei concorsi ordinari per l’assunzione in ruolo dei docenti su posto comune e su posto di sostegno nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado.

https://www.orizzontescuola.it/concorso-scuola-2024-prove-dall11-marzo-infanzia-e-primaria-dal-13-per-scuola-secondaria-coinvolti-oltre-370mila-candidati/?fbclid=IwAR0P-g-PvyA7jgoxxF1dvC1rlf4ayKWEfh17biL5Gafqu0e27FLnBcTbQSI

ADHD: 8 strategie didattiche per aiutare l’apprendimento

Una psicologa specializzata in DSA ha stilato una lista di consigli pratici e accorgimenti per aiutare gli studenti con disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività a concentrarsi e a far sì che lo studio risulti più piacevole ed efficace. 

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Foto di copertina by Jeswin Thomas su Unsplash

Febbraio, il mese ricco di eventi per le scuole italiane

in Redazione/Scuola by

Carnevale, gite e fiere della scuola: ecco gli eventi di Febbraio

Le scuole chiuse a Febbraio per il Carnevale, alcune proposte di gite educative per le classi e tutto su Didacta Italia, la fiera della scuola.

Fiera Didacta Italia, 320 eventi formativi tra workshop e seminari: aperte le iscrizioni!

Carnevale 2024, il 13 febbraio Martedì Grasso: le date delle vacanze per le scuole

https://www.orizzontescuola.it/carnevale-2024-il-13-martedi-grasso-ecco-le-date-delle-vacanze-per-le-scuole/

Turismo scolastico: segnaliamo alcune proposte di gita educativa per la classe

Cyberbullismo: un adolescente su quattro in Italia è coinvolto in episodi di bullismo online

Il cyberbullismo si sta rivelando un pericolo sempre più concreto ed è alimentato da un utilizzo sempre più intensivo del web da parte dei giovani.

https://www.orizzontescuola.it/un-adolescente-su-quattro-in-italia-tra-gli-11-e-i-17-anni-e-coinvolto-in-episodi-di-bullismo-online/

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Foto di copertina by Llanydd Lloyd su Unsplash

Potenziare l’autostima attraverso l’educazione: Un Approccio Pedagogico

in Approcci Educativi/Attività di classe by

Ecco alcune strategie pedagogiche pensate per sviluppare l’autostima negli studenti attraverso esempi pratici e laboratoriali

L'autostima è un elemento cruciale nello sviluppo di un individuo e gioca un ruolo fondamentale nel determinare future attitudini personali e poi professionali. Nell'ambito educativo, è compito dei pedagogisti promuovere un ambiente che favorisca la costruzione e il potenziamento dell'autostima negli studenti.

In questo articolo, esploreremo strategie pedagogiche mirate a sviluppare l’autostima con esempi pratici e laboratoriali.

Partiamo dalla definizione di Autostima come la percezione valutativa che un individuo ha di sé stesso, influenzando la sua fiducia nelle proprie capacità e il modo in cui affronta le sfide della vita. Da pedagogista affido molta importanza all’ ambiente di apprendimento che incoraggi la consapevolezza di sé e la fiducia nelle proprie capacità.

L’Origine dell’Autostima

L’autostima è l’immagine che ognuno ha di sé stesso ed è un elemento così importante da condizionare il modo in cui affrontiamo ogni momento della nostra vita. Come afferma Nathaniel Branden pioniere nel campo dell’autostima:

“il suo impatto non richiede né la nostra comprensione, né il nostro consenso. Si fa strada dentro di noi anche senza che lo avvertiamo. Siamo liberi di tentare di afferrarne le dinamiche come di rimanerne all’oscuro; in questo caso rimaniamo un mistero per noi stessi e finiamo sempre per subirne le conseguenze”.

L’autostima può essere alta perfino esagerata. Oppure bassa quasi inesistente. In quest’ultimo caso è possibile che in qualche momento della nostra infanzia, qualcuno a cui abbiamo voluto bene non abbia trovato le parole giuste per starci vicino.

Partendo dal presupposto che l’autostima si crea principalmente in famiglia e che affinchè un bambino cresca credendo in sé stesso è necessario che i genitori per primi credano in lui; vediamo insieme alcune strategie pedagogiche da mettere in atto a scuola per favorire l’autostima come arte di valorizzare sé stessi.

Costruzione di un ambiente positivo: Creare un clima positivo in classe è fondamentale per promuovere l’autostima. Quando i docenti incoraggiano il rispetto reciproco, la condivisione di idee e la collaborazione, ciò contribuisce a creare uno spazio in cui gli studenti si sentono accettati e valorizzati.

Valorizzazione delle abilità individuali: Ogni studente ha abilità uniche. Attraverso progetti individuali e attività personalizzate, i docenti possono valorizzare le competenze specifiche di ciascuno studente, consentendo loro di riconoscere e apprezzare le proprie capacità.

Feedback costruttivo: fornire feedback costruttivo è essenziale per sviluppare l’autostima degli studenti. È fondamentale non concentrarsi solo sugli errori ma evidenziare i punti di forza degli studenti e offrire suggerimenti per migliorare.

Esempi Pratici e Laboratoriali a scuola e in famiglia.

Ecco alcuni spunti pratici da poter utilizzare attraverso una didattica laboratoriale sia a scuola che a casa.:

Progetto di Auto-Scoperta: Gli studenti possono essere incoraggiati a tenere un diario di auto-riflessione, annotando i loro successi, sfide e obiettivi personali. Periodicamente, il docente può guidare discussioni in classe per condividere le esperienze e promuovere un senso di comunità.

Attività di Cooperazione: Organizzare attività di gruppo che richiedano la collaborazione può aiutare gli studenti a sviluppare la fiducia nelle proprie capacità sociali e contribuire al successo del gruppo. Questo tipo di attività promuove la consapevolezza di sé e degli altri.

Presentazioni Individuali: Chiedere agli studenti di preparare e presentare discorsi sulle proprie passioni o competenze speciali aiuta a sviluppare la fiducia nell’espressione di sé. I loro compagni di classe possono poi fornire feedback positivi, consolidando ulteriormente l’autostima.

Quattro domande magiche per aumentare l’autostima:

  1. Tu cosa ne pensi?
  2. Tu come la vedi?
  3. Sei d’accordo?

E poi questa domanda importantissima:

  • Cosa è importante per te?

Per concludere l’educazione ha un ruolo cruciale nello sviluppo dell’autostima degli individui. Attraverso un approccio pedagogico che promuove un ambiente positivo, valorizza le abilità individuali e fornisce riscontri costruttivi, i docenti e i genitori possono contribuire significativamente alla crescita personale dei bambini e dei ragazzi. Gli esempi pratici e laboratoriali proposti mirano a fornire strumenti concreti per implementare queste strategie in modo efficace, contribuendo così a formare individui sicuri e consapevoli delle proprie potenzialità.

Bibliografia:

  • “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden (Autore) , Maria Olivia Crosio (Traduttore) TEA, 2018
  • “L’Arte di Vivere Consapevolmente”, Nathaniel Branden, TEA edizione, 2008
  • “Il Giardino segreto: esploriamo l’autostima” di Marta Tropeano
  • “Manuale di etica universale per insegnanti e genitori” di V. Giacomin, Terra Nuova edizioni, 2019

Foto di copertina by Markus Spiske su Unsplash

Conto alla rovescia Maturità 2024 e tutte le novità della settimana

in Scuola by

Greco, matematica economia sono uscite le materie della maturità 2024

La Ministra francese dell’educazione si esprime su opportunità e benefici dell’educazione fisica a scuola. I gesti quotidiani che creano la cultura del risparmio energetico. I primi passi a scuola con Maria Montessori e gli ultimi preparativi in vista della prova di maturità 2024. Tutte le notizie della settimana in un articolo.

Materie maturità 2024, ecco tutte le discipline della seconda prova scritta.

Greco al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Economia Aziendale per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing”… scopri tutte le materie:

Ministra francese dell’Educazione a favore dell’Educazione fisica a scuola.

La ministra afferma testualmente che “aspira a una scuola attenta alla salute dei bambini, grazie all’azione quotidiana dei medici e infermieri scolastici, e alla loro condizione fisica garantita dal lavoro dei docenti di Educazione fisica e sportiva”.

M’illumino di Meno – 16 febbraio 2024 Giornata Nazionale del Risparmio Energetico

La data prescelta è quella del 16 febbraio, anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto nonché della prima edizione della campagna.

https://www.miur.gov.it/web/guest/-/xx-giornata-nazionale-del-risparmio-energetico-m-illumino-di-meno-16-febbraio-2024

Metodo Montessori, valorizzare esperienza nella scuola dell’infanzia e primaria

A partire dall’anno scolastico 2025/2026, altre istituzioni scolastiche potranno richiedere l’attivazione di classi di scuola secondaria di primo grado basate sul metodo Montessori.

https://www.orizzontescuola.it/metodo-montessori-valorizzare-esperienza-nella-scuola-dellinfanzia-e-primaria-verso-albo-ad-hoc-per-i-docenti-emendamento-fdi/

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Foto di copertina by Ben Mullins su Unsplash

Sentire con gli altri

in Arte, Musica e Spettacolo by
Cos’è l’empatia? Perché è differente dalla simpatia? Il video animato da Katy Davis per RSA illustra il discorso di Brené Brown sulla capacità umana di sentire cosa prova l’altro
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Imparare a vedere, per una rinnovata educazione artistica

in Approcci Educativi by
Cosa vuol dire insegnare a vedere? E quanto è importante per un’educazione artistica che non si limiti alla nozionistica?

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“Sigismondo e gli influssi della Luna”: educare all’arte, educare alla bellezza.

in Attività di classe/Letture in classe by

Un libro per andare alla scoperta di Sigismondo Pandolfo Malatesta, uno dei più famosi signori della città di Rimini.

Conoscete Sigismondo Pandolfo Malatesta? Fu uno dei più famosi signori della città di Rimini.

Colto, potente, coraggioso, egocentrico… Pandolfo fu tante cose, ma noi riminesi lo ricordiamo soprattutto per il Tempio malatestiano ( attuale duomo della città) che fece costruire per celebrare le sue gesta e la sua persona.

All’interno del Tempio si trovano innumerevoli opere d’arte che raccontano gesta, storie classiche o mitologiche, realizzate con diverse tecniche e materiali.

Un attività per educare all’arte e alla bellezza

Da questa ricchezza di linguaggi e di racconti è nato, qualche anno fa, il desiderio mio e di Elena Savini, amica e collega, di creare uno strumento didattico che avvicinasse grandi e piccini alle meravigliose narrazioni del Tempio che, pur essendo un famoso monumento ed essendo sempre aperto al pubblico, è per lo più, poco compreso.

Il linguaggio dell’arte non è infatti scontato da capire e potrei trovarmi di fronte ad un bellissimo affresco ma non riuscire a cogliere quello che l’autore voleva trasmettere; oppure potrei fermarmi disgustata davanti ad un ammasso di colori buttati sulla tela, senza saperne cogliere il messaggio profondo!

“Forse sono una persona poco sensibile?” potrei domandarmi… ma la verità è che la sensibilità c’entra fino ad un certo punto!

C’entrano invece tanto, l’educazione e la conoscenza dei linguaggi!

Ed è per questo che io ed Elena, circa tre anni fa, abbiamo cominciato a pensare, e poi a realizzare, “Sigismondo e gli influssi della Luna” con l’obiettivo di dare a chi lo legge, una prima alfabetizzazione artistica e simbolica delle opere d’arte conservate nel Tempio Malatestiano.

Abbiamo scelto di raccontare la storia attraverso il “meccanismo” dell’albo illustrato, utilizzando questa forma letteraria dove testo e immagini si integrano a vicenda; abbiamo anche scelto di illustrare il racconto con alcune delle immagini conservate nel Tempio, ritagliate e modificate.

L’effetto che vogliamo creare è quello che, chiunque legga l’albo e decida di visitare la chiesa malatestiana, riconosca all’interno di essa le immagini e i personaggi conosciuti nel libro.

Il libro “Sigismondo e gli influssi della Luna”

L’albo illustrato “Sigismondo e gli influssi della Luna”, racconta la storia del giovano Sigismondo Pandolfo Malatesta, prima che diventasse signore di Rimini. All’interno dell’albo si trovano anche: un’appendice, dove sono visibili le opere integrali da cui sono tratte le immagini della storia; un glossario, in cui vengono spiegati i significati simbolici di molti oggetti naturali e animali presenti nelle illustrazioni. Questo albo è stato inizialmente pensato come strumento didattico per il progetto “Laboratori al Tempio” (realizzato in collaborazione con la diocesi di Rimini) ma ha trovato una “casa” presso Maggioli Editore che ha creduto, insieme a noi, in questo progetto di educazione alla bellezza e di educazione allo sguardo.

L’albo illustrato si rivolge quindi a tutti i bambini che vogliono conoscere le avventure che il giovane Pandolfo vive sull’isola fortunata dopo la fuga dalla sua città; si rivolge anche a tutti quegli adulti che vogliono regalare la bellezza di un racconto che nasce da un’opera d’arte; si rivolge infine a tutti gli insegnanti che desiderano educare lo sguardo dei propri bambini e ragazzi.

Oltre a leggere il racconto e a gustarvi le avventure del giovane Pandolfo, è possibile fare altro con questo libro: andando infatti sul blog maniingioco.blogspot.com, potrete trovare alcuni tutorial che suggeriscono come giocare e come imparare-giocando dopo la lettura.

Buona Lettura

Potete trovare altre attività educative basate sui libri qui

Fare philosophy for children in classe

in Approcci Educativi by

Sperimentare la philosophy for children in classe vuol dire permettere ai ragazzi di fare esperienza di pensiero in modalità condivisa e inclusiva. Vediamo come fare.

Qualche anno fa ho frequentato un corso di aggiornamento professionale presso l’Università di Siena sulla Philosophy for children and community e sviluppo del pensiero critico; in aula, poi, mi capita spesso di impostare delle pratiche didattiche che vi fanno riferimento.

Ma che cos’è la philosophy for children, comunemente indicata con la sigla P4C?

Le origini della philosophy for children

La P4C è una pratica educativa ideata negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni ‘70 dal docente filosofo Matthew Lipman, in collaborazione con la pedagogista Ann Margaret Sharp.

Lipman si rende conto che ai suoi studenti mancavano di logica, capacità critiche e argomentative, qualità essenziali per vivere da cittadini consapevoli, e ne attribuisce la responsabilità alla scuola.

Nelle classi, infatti, poco spazio veniva dedicato – a suo avviso – alla scoperta, alla ricerca e allo sviluppo del pensiero autonomo.

Gli studenti non venivano stimolati ad apprendere e ad approfondire per un assunto di base sbagliato, ossia il fatto di non partire dalle loro domande bensì chiedere loro solo risposte, magari già date da altri.

Lipman cerca di intervenire proponendo un nuovo sistema educativo – la philosophy for children per mettere in grado i bambini e i ragazzi di imparare a pensare in modo eccellente.

Essere in grado di pensare in modo eccellente secondo Lipman è un aspetto essenziale ed esistenziale, è un diritto di tutti e prerogativa di vita felice.

Solo permettendo esperienze di riflessione del pensiero sarà possibile creare cittadini consapevoli e ragionevoli, a totale vantaggio di un benessere per la democrazia e la comunità sociale.

Come si fa ad educare al pensiero complesso? Come si fa a sperimentare la P4C in classe?

Vediamo innanzitutto gli aspetti propedeutici sui quali impiantare una sperimentazione  di P4C in classe:

  • dare spazio alle DOMANDE, alla PROBLEMATIZZAZIONE;
  • coltivare il DIALOGO e l’ASCOLTO delle parole altrui;
  • attenersi alla SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO;
  • promuovere un clima SOLIDALE e INCLUSIVO in cui a tutti sia permesso di esprimersi;
  • essere disponibili a RIVISITARE le proprie posizioni, le proprie idee;
  • essere disponibili a TRASFORMARE il ruolo da docente a FACILITATORE;

Secondo la philosophy for children si può pensare bene solo insieme agli altri e il gruppo classe è inteso come una COMUNITA’ di RICERCA.

Essa sarà in grado di assumersi la responsabilità del suo percorso di apprendimento motivato e argomentato, andando a incidere su capacità critiche e autonomia di pensiero.

La comunità di ricerca fornisce un ambiente nel quale il pensiero può essere praticato ed acquisito
(Matthew Lipman)

Come fare esperienza pratica di P4C in classe: le fasi della sessione

L’esperienza vera e propria di philosophy for children si chiama SESSIONE e prevede varie fasi:

1) Il testo pretesto

Una volta sistemato il setting d’aula, si procede con una LETTURA CONDIVISA DI TESTO PRETESTO, meglio se letto, a turno, da ciascuno.

2) Il setting

Il setting riveste un ruolo importante e la condizione migliore è quella della DISPOSIZIONE IN CERCHIO.

Per la scuola secondaria di primo grado il testo di riferimento è Il prisma dei perché di Matthew Lipman, corredato da un manuale per un corretto uso didattico destinato ai facilitatori.

Si tratta di un testo che presenta dialoghi volutamente semplici, inseriti in contesti di realtà abituali, che lasciano spazio a domande e possibili occasioni di riflessione.

3) L’agenda

Dopo la lettura, si passa alla costruzione della cosiddetta AGENDA, ovvero ad una RACCOLTA DI DOMANDE O AFFERMAZIONI che il testo appena letto ha suscitato all’interno del gruppo.

Le domande possono essere poste sia in modalità individuale sia avvenire all’interno di un sottogruppo. Il facilitatore scrive le domande su un cartellone o una lavagna interattiva con il nome di chi le pone o, eventualmente, anche di chi le condivide e vi si associa.

Il tema e la discussione

Raccolte le domande, il facilitatore individua un TEMA attraverso il quale viene avviata la discussione. È importante che il criterio di scelta del tema sia condiviso (potrebbe essere, ad esempio, l’argomento più ricorrente o una parola ripetuta o una domanda che associa altre domande).

Affinché la discussione possa contribuire a sviluppare un pensiero complesso e multidimensionale, occorre che nella comunità di ricerca il DIALOGO venga regolato dalla LOGICA. È così che verrà dato modo di esercitare un pensiero riflessivo e consapevole.

I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo (Ludwin Wittgenstein)

Non si tratta di scambiarsi semplicemente delle opinioni, bensì di compiere un’esplorazione reciproca che tenga conto dell’autenticità e del riconoscimento della particolarità degli altri.

Secondo Lipman nella comunità di ricerca si sperimenta non soltanto il pensiero critico (con la sua disponibilità all’autocorrezione), ma anche il pensiero creativo (capace di produrre innovazioni) e quello caring (che spinge a prendersi cura di quello che stiamo facendo).

Nel dialogo c’è spazio per l’ascolto dell’intervento di ognuno e per l’accoglienza delle argomentazioni di ognuno.

Metariflessione finale e riferimenti alle Indicazioni nazionali

A fine sessione è importante prevedere un momento di metacognizione con la finalità di far riflettere sulle operazioni svolte e sulle sensazioni vissute.

Dalla sperimentazione e comprensione di questi step procedurali, la capacità individuale di pensare confluirà in esperienza progressiva di pensiero eccellente, come afferma Lipman.

Il riferimento allo sviluppo del pensiero critico e della capacità argomentativa vengono richiamati costantemente nelle Indicazioni Nazionali; per questo la P4C si configura come una pratica perfettamente in linea con la normativa programmatica vigente.

Il ruolo del docente-facilitarore nella philosophy for children

L’insegnante già conosce la classe e non ha bisogno di trasformare la sua identità nel caso in cui volesse sperimentare un approccio alla P4C.

Importante è che sia disposto a ridefinire il proprio ruolo e abbia desiderio di dedicare tempo a generare momenti di riflessione con i propri studenti, utilizzando e acquisendo idonei strumenti metodologici.

Tre suggerimenti

Il Professor Pierpaolo Casarin indica tre suggerimenti ai docenti che avessero intenzione di attivare un laboratorio di philosophy for children in classe:

  • avere profonda cura della dimensione relazionale-emotiva e creare le condizioni perché tutti possano liberamente esprimersi all’interno del gruppo.

Cercare anche di creare un clima solidale e legami interpersonali basati sulla fiducia.

  • provare ad impostare un diverso rapporto con il testo, così da permettere lavori non attesi.

Fare i conti, cioè, con un testo che possa aprire spazi per nuove interpretazioni e libertà nell’interrogarlo ulteriormente.

  • saper essere correttibili e considerare l’autovalutazione come processo di consapevolezza delle nostre azioni e dei nostri comportamenti.

Il docente può davvero contribuire alla costruzione di bravi cittadini e non solo di bravi studenti, creando figure consapevoli che siano in grado di riflettere, argomentare e relazionarsi tra loro in maniera fattiva.

Consulta qui un’esperienza di P4C realizzata in occasione delle iniziative didattiche relative alla Festa della Toscana!

Foto di copertina by Kenny Eliason on Unsplash

Affrontare il tema della morte con i bambini con l’aiuto dei cortometraggi

in Arte, Musica e Spettacolo by
C’è un tema sul quale noi adulti siamo spesso reticenti, se non addirittura impegnati in velocissime fughe per distanziarcene, e che invece sarebbe bene tener presente nelle nostre relazioni con i bambini e le bambine: la morte.

Quante volte i nostri figli e le nostre figlie (o i nostri alunni e le nostre alunne) entrano in contatto con la morte? Indirettamente, cioè attraverso linguaggi e apparati di mediazione (film, serie, cartoons, videogames, telegiornali etc.); o, anche, direttamente (la scomparsa di una persona cara, ad esempio un nonno o una nonna; oppure la morte di un cane, di un gatto, di un pesce rosso).

La morte fa parte della vita, questa è una considerazione elementare e propria a qualsiasi essere vivente. Quindi non sarebbe male, ogni tanto, provare a trattare anche questo tema con la serenità e la profondità emotiva che richiede.

Qualche cortometraggio, ma sono solo alcuni esempi, ci può aiutare.

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore di William Joyce

I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore (è anche un magnifico albo illustrato) racconta di come la vita e la letteratura siano strettamente intrecciate, l’una producendo storie che vengono raccontate dall’altra, in un incessante vortice di esperienze e narrazioni che può andar oltre la fine dell’esistenza fisica.

La noria di Carlos Baena

Più adatto per i ragazzini e le ragazzine degli ultimi anni della scuola primaria o della scuola secondaria di primo grado è La noria di Carlos Baena.

Qui si parla, con alcuni risvolti che potrebbero sembrare horror, ma che contengono una enorme delicatezza e sensibilità, di un ragazzino che trova il modo di entrare in contatto con un padre morto in guerra. Storia, animazione e musica concorrono a creare un cortometraggio che non può mancare di emozionare e commuovere.

The Sinking of the Lusitania

Tornando indietro di più di cent’anni, e nella storia del cinema, è possibile proporre The Sinking of the Lusitania.

Realizzato nel 1918 dal grandissimo Winsor McCay (creatore del personaggio dei comics Little Nemo e della dinosaura Gertie nei disegni animati). Il cortometraggio ricostruisce l’episodio storico dell’affondamento della nave passeggeri Lusitania da parte di un sommergibile tedesco, il 7 maggio 1915, episodio che convinse definitivamente la politica e l’opinione pubblica statunitense a entrare direttamente nel primo conflitto mondiale.

Shoah di Giuliano Parodi

Infine – ma, come detto, le possibilità rintracciabili nel web e in home video sono moltissime – è sempre di grande valore la proposta di partire dai tre minuti e otto secondi di Shoah di Giuliano Parodi.

Per parlare con i bambini e le bambine dei campi di sterminio nazisti, non limitando la memoria ad un unico giorno previsto dalle ricorrenze istituzionalizzate, ma assumendola come bene essenziale per una educazione collettiva alla condivisione del comune destino di abitanti della Terra.

Spesso i film ci vengono in aiuto e ci permettono di affrontare temi delicati ed importanti con i più piccoli. Ne avevamo parlato anche qui.

Giornata Mondiale dell’Insegnante: riscopriamone il valore!

in Scuola by
Pigri e svogliati: così vengono spesso appellati – ingiustamente – gli insegnanti e questo perché troppe volte si sottovaluta il loro lavoro nascosto. Pensiamoci a maggior ragione proprio oggi, nella Giornata Mondiale dell’Insegnante!

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Superiamo gli stereotipi! La parità insegnata ai piccoli.

in Attività di classe by
A che punto siamo con la parità di genere? Purtroppo persistono ancora gli stereotipi fra uomo e donna, è dunque necessario sempre di più spiegare alla nuova generazione cosa sia il rispetto, e metterlo in atto.

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Giocare, creare, imparare… un laboratorio di colori!

in Approcci Educativi/Attività di classe by
Per i più piccoli, i colori sono uno strumento privilegiato per giocare con le emozioni e sviluppare la creatività: ecco un’attività da fare in classe

Perché giocare con i colori? Perché sono naturalmente un mezzo privilegiato per giocare con l’arte e con le forme di comunicazione visiva, oltre che per parlare di emozioni. Per realizzare l’attività, avremo bisogno di carta da pacchi bianca, va bene anche un rotolo da tagliare in fogli, e tanti colori diversi: vanno bene le tempere o gli acquerelli, le matite o i pennarelli, ma anche le tempere a dita che piacciono molto ai bambini.

Dividiamo la classe in 6 o 7 gruppetti, quindi affidiamo a ogni gruppetto un foglio e un colore. Ogni gruppo avrà dunque il compito di disegnare, sul proprio foglio, tutti gli animali, le cose, le emozioni, la frutta e altro ancora che abbiano a che fare con quel colore!

Ecco qualche suggerimento per aiutare i bambini.

Il gruppo blu, sul proprio foglio, potrà disegnare e colorare un’onda del mare, un mirtillo, un paio di jeans, la terra vista da lontano, una balenottera azzurra…

Il gruppo verde, sul proprio foglio, potrà disegnare e colorare la chioma di un albero, un coccodrillo, un pistacchio, una rana, una foglia di menta, un bambino verde di rabbia…

Il gruppo giallo, sul proprio foglio, potrà disegnare e colorare un sole con i raggi, un canarino, un limone, una giraffa, un girasole, uno scuolabus…

Così faranno anche gli altri gruppi con gli altri colori, ognuno sul proprio foglio.

Una volta che ogni gruppo avrà terminato la sua piccola mostra, appendiamo i fogli sul muro della classe. Poi sveliamo che tutti i colori di cui abbiamo parlato, ma anche quelli che non abbiamo preso in considerazione, si possono ottenere partendo da solo tre colori: il blu, il giallo e il rosso. Sono i colori primari. È mescolando i colori primari tra loro, che otteniamo i colori secondari e mescolando ulteriormente i colori secondari con i colori primari, otterremo nuovi colori e nuove sfumature!

Sono molti i libri a cui possiamo attingere per realizzare in classe delle attività sui colori. Tra i più noti ricordiamo: La fabbrica dei colori, che raccoglie alcuni dei laboratori ideati e realizzati da Hervé Tullet.

Oppure Facciamo i colori, pieno di ricette e idee per dipingere e giocare con la natura.

A proposito di colori e creatività, Librì Progetti Educativi e Carioca hanno realizzato un percorso didattico esclusivo rivolto agli insegnanti della scuola dell’infanzia. Sono Gli Scarabocchioli. Gioca, crea e impara, grazie al quale ogni insegnante potrà ricevere gratuitamente un kit didattico ricco di tanti materiali e accedere a strumenti digitali di formazione.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Librì Progetti Educativi.

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